Il Tirreno

Pisa

ieri l’udienza di convalida in carcere 

La violenza sessuale in una baracca rifugio per sbandati e clandestini

Pietro Barghigiani
La violenza sessuale in una baracca rifugio per sbandati e clandestini

Il giudice ha creduto al racconto della studentessa. Il tunisino arrestato rimane in cella per pericolo di fuga

3 MINUTI DI LETTURA







L’arresto è stato convalidato e l’indagato per violenza sessuale ai danni di una 19enne resta in carcere. C’è il pericolo di fuga per il 30enne tunisino Mohamed Bouali in cella da mercoledì pomeriggio con l’accusa di aver attirato con l’inganno una studentessa livornese in una baracca in via Mezzanina dalle parti dell’Aurelia, dietro la “Bottega del Parco” e poi averla stuprata. È senza fissa dimora e non è in regola con il permesso di soggiorno. Un “fantasma”, uno dei tanti che popolano le notti pisane e che appaiono nelle piazze della movida per proporre o smerciare droga. Assistito dall’avvocato Massimo Parenti, il 30enne ha risposto alle domande del gip Pietro Murano raccontando la sua versione. In alcuni passaggi, il tunisino è stato smentito dai riscontri svolti dalla polizia ricorrendo alla videosorveglianza. Ha detto di essere passato da piazza Garibaldi per cercare droga per la ragazza quando, invece, non ci sono immagini che lo ritraggono in quella zona.

Non ha potuto negare i rapporti con la 19enne, acquisiti e certificati grazie agli accertamenti svolti al pronto soccorso. Ma è sulla costrizione che ha respinto la tesi della Procura - pm Egidio Celano - basata sul racconto della denuncia della giovane. «Lei era d’accordo, è stato un rapporto consensuale» ha ripetuto Bouali soffermandosi, a suo dire, sulla libertà sessuale della sua partner occasionale. Una rappresentazione di un contesto che non ha fatto breccia nella considerazione del gip che ha disposto il carcere per il nordafricano.

«L’ho invitata dove vivo perché insieme saremmo andati a cercare droga per lei» ha spiegato il tunisino confermando l’incontro intimo. «L’ho seguito solo perché non potevamo più bere alcolici in centro e allora lui mi ha proposto di prendere una birra dove abitava» è la versione di lei. La studentessa, sottoposta a esami intimi e del sangue, è risultata essere positiva all’assunzione di hashish e cocaina. «Ma non quella sera, è successo qualche giorno prima» ha chiarito agli investigatori della squadra mobile diretti da Fabrizio Valerio Nocita. Non ha nascosto di fare uso di sostanze, la 19enne che si è ritrovata nella notte tra martedì e mercoledì nella baracca dove vivono altri sbandati a due passi dall’Aurelia. Lui era in bici. Lei se l’è fatta prestare da un amico dell’arrestato. I due gruppi si erano conosciuti in centro e dopo aver superato l’ora in cui non vengono più serviti alcolici nelle aree della movida, il tunisino ha proposto alla studentessa di accompagnarlo. E così in bici dai lungarni sono arrivati in via Mezzanina. Sono entrati nel tugurio. A questo punto le versioni divergono fino al punto di diventare inconciliabili. Lui sostiene di essersi sentito chiedere dalla giovane sostanze stupefacenti. E, come merce di scambio - non parla italiano, solo francese - si è fatto avanti mettendole le mano addosso. Lei ammette di essere entrata nella baracca, ma solo per continuare a bere birra e andare avanti nella serata. Quando è stata assalita, è il racconto fornito alla polizia, ha lottato in un rapporto durato diversi minuti. Ha provato a ribellarsi, a sottrarsi alla sopraffazione del tunisino che non si è fermato nonostante le grida della donna che in piena notte si sono perse nel buio di un’Aurelia frequentata in quella zona da spacciatori e prostitute.

A Bouali viene contestata la violenza sessuale per fatti avvenuti 48 ore prima dell’entrata in vigore delle modifiche al codice penale conosciute come “Codice rosso”. Ora rischia da 5 a 10 anni. Se l’episodio fosse avvenuto venerdì, il pendolo delle sanzioni avrebbe oscillato da 6 a 12 anni. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera