Il Tirreno

Pisa

la protesta degli addetti alle pulizie 

Lo stipendio non c’è e i rifiuti restano nei cestini alla stazione

Danilo Renzullo

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PISA. Stipendi versati con mesi di ritardo e mancata fornitura dei prodotti per la pulizia. Lo sciopero dello scorso giugno è servito a lanciare una sorta di ultimatum all’azienda. È stata però necessaria una protesta estrema per mettere in luce quella che i sindacati e i dipendenti del Consorzio Manital, società che si è aggiudicata l’appalto per la pulizia della stazione di Pisa e di altre decine di scali ferroviari nazionali, definiscono una «situazione non più sostenibile». Mesi di attesa per ricevere lo stipendio, quattordicesima non versata e prodotti per la pulizia spesso a carico dei lavoratori. «Capita di comprare autonomamente i guanti perché, come altri prodotti, non sono presenti nelle forniture», dicono alcuni degli addetti alle pulizie che da quasi una settimana stanno protestando per rivendicare il pagamento degli stipendi arretrati. Il risultato? Cumuli di rifiuti ad ogni angolo della stazione. Non proprio il miglior biglietto da visita per le migliaia di pendolari e turisti che quotidianamente arrivano in treno in città.

«Quello che sta succedendo non è da imputare ai lavoratori – sottolineano i rappresentanti della Fit-Cisl –. Da tempo gli stipendi sono versati in ritardo e, nonostante uno stato di agitazione nazionale, incontri e promesse di regolarizzare i tempi, nulla è cambiato». Pochi giorni fa sono stati versati «parzialmente gli stipendi di giugno». All’appello mancano la quattordicesima e lo stipendio di luglio. «Da due anni – raccontano i dipendenti della società –, lottiamo per avere gli stipendi nei tempi concordati: abbiamo mutui ed altre scadenze da rispettare. Nonostante le tante richieste, non è cambiato niente. Questa (la pulizia a singhiozzo della stazione, ndr) è una protesta estrema che abbiamo deciso di mettere in campo. L’unica che abbiamo a disposizione per sensibilizzare l’opinione pubblica, il Comune e la committenza sui disagi che viviamo».

A Pisa, la società impiega 14 lavoratori a fronte di una necessità di almeno 18 addetti. Dopo le numerose lamentele, l’assessore all’ambiente Filippo Bedini ha intanto incontrato una rappresentanza dei lavoratori e i responsabili di Rfi. «Ho rappresentato il disappunto dell’amministrazione per le condizioni in cui è stata lasciata una delle principali porte d’accesso di Pisa – spiega –. Mi auguro che non si ripeta più questo genere di problemi». —

Danilo Renzullo

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