Il presidio
Sarà ristrutturata la cappella “dimenticata” di Giuditta Newbery
La nobile benefattrice fece costruire a Marina la prima scuola del litorale che oggi porta il suo nome
marina di pisa. Dopo anni di abbandono e di oblio, finalmente sono partiti i lavori di restauro della cappella di Giuditta Sauli Newbery al cimitero di San Piero dove è sepolta insieme al marito. Infatti, nella variazione di bilancio votata a luglio dal Consiglio Comunale, sono stati stanziati 600mila euro per i lavori al cimitero di San Piero tra cui è rientrato anche il restauro della cappella della benefattrice Giuditta.
Se Marina ha avuto la sua prima scuola elementare infatti, lo deve proprio a questa nobildonna romana che dopo aver vissuto per molti anni a Firenze insieme al marito Walter Newbery, nel 1902 si trasferì a Marina. La coppia non aveva avuto figli e per questo Giuditta amava molto i bambini del territorio e non le sfuggì neanche che non frequentavano nessuna scuola perché non c’era. Quindi, nel corso del tempo il suo desiderio diventò quello di costruirne una lei per dare a quei bambini l’opportunità di una vita migliore attraverso un’istruzione. Giuditta non fece in tempo a veder realizzato il suo sogno perché morì nel 1912 ma il marito, a cui aveva confidato questo desiderio, costruì la scuola in sua vece e la donò al Comune di Pisa il 20 ottobre 1915 e, in memoria di colei che l’aveva voluta, si chiamò “Giuditta Newbery” . Questa non è stata solo la prima scuola di Marina, ma anche la prima di tutto il litorale. Tutti conoscono la Newbery e in moltissimi, che oggi sono adulti, l’hanno frequentata e anche se la scuola è stato oggetto di un grosso intervento di restauro proprio nel centenario dalla sua inaugurazione, in pochi sanno che Giuditta è sepolta al San Piero e nessuno si è più preso cura della sua tomba dato che non aveva eredi.
Lo scorso inverno una delle maestre della scuola ha raccontato in una classe della tomba abbandonata di Giuditta e una bambina è voluta andare a portarle una pianta per renderle omaggio ma è stata costretta a lasciarla fuori del cancello della cappella che ormai cadeva a pezzi. Il cancello era completamente ricoperto di ruggine, i gradini erano rotto in alcuni punti e l’intonaco era scrostato. Per un po’ di tempo della sua tomba se n’era occupata una signora, forse incaricata dal Comune, ma ormai sono anni che nessuno se ne prende più cura. Speriamo quindi, che con questi lavori si riaccenda anche la memoria e la gratitudine di tutta la comunità marinese perché il gesto di Giuditta Newbery ha un significato che va al di là dell’aver donato una scuola a territorio. Infatti, nel periodo storico in cui ha vissuto Giuditta, il diritto allo studio non era ancora qualcosa di cui potevano usufruire tutti e lei lo sapeva bene ed ecco quindi, che il suo dono è stato soprattutto quello di provare a dare a tutti i bambini della zona un futuro migliore. I lavori dovrebbero finire a breve. – D.L.
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