Il Tirreno

Pisa

«Quella discarica è a rischio La Regione ritiri il nulla osta»

Andrea Moresco Fridays for Future Pisa

Parte dal gruppo pisano Fridays for Future la battaglia contro l’impianto del Limoncino un «ecomostro» di cui si chiede l’immediata chiusura 

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l’intervento

Lo scorso 14 luglio, insieme ad attivisti dei Fridays for Future e di altri movimenti cittadini, sono stato a vedere con i miei occhi la discarica di rifiuti industriali del Limoncino, subito fuori Livorno. Il comitato civico no-discarica aveva chiamato a raccolta i solidali, per chiedere l’immediata chiusura di un vero e proprio ecomostro. Da qualche settimana la discarica del Limoncino è infatti entrata in attività, avendo ricevuto il nullaosta della Regione Toscana il 23 aprile. Si tratta di una discarica privata delle dimensioni di circa 20 campi di calcio, con un traffico di rifiuti previsto di 590 tonnellate al giorno. Vederla con i propri occhi lascia indignati più di qualsiasi raffinata analisi. La discarica si trova in un’area notoriamente soggetta a frane e smottamenti (rischio geomorfologico 4), dove le condizioni climatiche attuali, caratterizzate sempre più da piogge di forte intensità, potrebbero aumentare il rischio di sversamenti nell’ambiente di rifiuti speciali. Non solo: la rete delle falde acquifere che alimenta gli acquedotti livornesi attraversa interamente la collina del Limoncino, e l’infiltrazione dei rifiuti nelle acque piovane minaccia di inquinarla. Infine, la discarica è situata nel Parco provinciale delle Colline Livornesi e ha richiesto l’abbattimento di migliaia di alberi, deturpando il paesaggio e aggravando l’instabilità del terreno. Un vero e proprio affronto alla natura.

Costruita nel 2010 dalle società Bel. Ma Immobiliare e Gaetano Bellabarba, la discarica era stata bloccata dal Tribunale di Livorno, che nel 2013 decretò la non-idoneità della via del Limoncino al transito di mezzi pesanti e i seri rischi geologici dell’area. Mentre le società gestrici hanno fatto ricorso alla Corte d’Appello di Firenze, la Regione ha confermato il nullaosta per 25 tipologie di rifiuti, tra cui ceneri degli inceneritori, scarti di acciaierie, industrie metallurgiche e siderurgiche, delle centrali termiche, terre provenienti da siti inquinati. Il Comitato No-Discarica denuncia l’inquinamento ambientale e acustico, i rischi per la salute, la distruzione del paesaggio. Mi chiedo: come ha potuto la Regione concedere il nullaosta? Da qualche settimana il Comitato è in presidio permanente sulla via del Limoncino, organizzando momenti di assemblea, di socialità e di aggregazione. Domenica 14 luglio eravamo più di un centinaio di persone intorno al presidio, provenienti da Livorno e dalle città limitrofe, attivisti, ambientalisti, ma anche singoli cittadini preoccupati per la propria salute e per la salute del territorio in cui vivono. Siamo saliti in corteo alla discarica, fino alla proprietà della società gestrice (ora una sola, Livrea Srl con sede a Roma e partecipata dal Bellabarba) distribuendo materiale informativo e apponendo uno striscione per segnalare la ferma opposizione all’opera. Nel frattempo, primi risultati della mobilitazione già si intravedono: la Regione ha annunciato una prima e parziale retromarcia, chiedendo alla Conferenza dei Servizi nuove valutazioni che potrebbero portare al ritiro del nullaosta. —

Andrea Moresco

Fridays for Future Pisa



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