Il presidio
«Ma quale “prima gli italiani”! Nessuna tutela per i pisani»
Per il caso dell’azienda dei trasporti sotto accusa finisce l’amministrazione comunale: «Non difendere gli interessi della città
le reazioni
«Chi usa lo slogan “prima gli italiani” non tutela nemmeno i pisani e la pisanità». La Filt-Cgil punta il dito contro la Ctt Nord, ma soprattutto contro il Comune, “reo” di non tutelare gli interessi di Pisa. La scelta di trasferire a Lucca la presidenza e gli uffici amministrativi è secondo il sindacato un atto «contrario agli accordi sottoscritti nel 2012 per la costituzione della Ctt Nord, sorta dall’accorpamento delle tre aziende di trasporto pubblico locale delle province di Pisa, Lucca e Livorno (Cpt, Clap e Atl), che prevedevano il collocamento della “governance” aziendale negli uffici ex Cpt di via Bellatalla». «Ad Ospedaletto, oltre ai piazzali di sosta dei bus, al distributore, all’officina ed altri spazi - prosegue il sindacato - si trovano anche vari locali di proprietà della Ctt Nord che, con le dovute opere di ristrutturazione, avrebbero potuto accogliere gli uffici, gli impiegati, le direzioni e la presidenza», già a partire dall’anno di costituzione della Ctt Nord «permettendo di risparmiare centinaia di migliaia di euro spesi invece per pagare l’affitto dell’attuale sede». «La Ctt Nord - continua la Filt - ha deciso di spostare la sede nei locali di sua proprietà a Lucca, togliendo di fatto a Pisa il ruolo che nel 2012 i patti parasociali avevano dato alla città: sede legale e amministrativa dell’azienda. Molti dipendenti saranno costretti a spostarsi nella sede di Lucca e saranno ancora una volta i lavoratori pisani, che hanno subito il maggior danno a livello economico e normativo a causa della costituzione della Ctt Nord, ad andare incontro ad ulteriori disagi. Pisa, inoltre, subirà l’ennesimo smacco, perdendo la “governance” della più importante società di trasporto pubblico locale a livello regionale. In questa situazione - accusa la Filt -, dobbiamo sottolineare il silenzio del Comune di Pisa, il socio pubblico più importante dell’azienda. Coloro che come slogan hanno “prima gli italiani” a Pisa non arrivano nemmeno a tutelare la pisanità e, peggio ancora, manifestano un totale disinteresse per la mobilità nella nostra città: puntano ad aumentare il costo del biglietto del Pisamover invece di unificare i costi delle tariffe per incentivare l’uso del mezzo pubblico». — D.R.
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