Il Tirreno

Pisa

l’insediamento 

Tribunale, il presidente: «Una giustizia efficace di qualità e trasparente»

P.B.

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PISA. «Il mio obiettivo è di arrivare a garantire una giustizia efficace, di qualità e trasparente».

Una frase, un programma. Quello della neo presidente del Tribunale di Pisa, Maria Giuliana Civinini, (nella foto) il cui insediamento ieri mattina è stato formalizzato con il passaggio di consegne del presidente facente funzioni Nicola Antonio Dinisi (presidente della sezione civile) nel corso di una brevissima cerimonia.

Presenti le massime autorità istituzionali e delle forze dell’ordine, oltre al personale del palazzo di giustizia e una parte di giudici delle sezioni Gip-Gup, civile e penale. All’insediamento della presidente, che arriva dopo due anni di reggenza dopo il trasferimento di Salvatore Laganà, erano presenti anche i rappresentanti del consiglio dell’Ordine degli avvocati e e della Camera Penale. La prima inquilina del palazzo di piazza della Repubblica ha dichiarato di essere un’appassionata dell’organizzazione dell’apparato giudiziario.

In magistratura dal 1983, la dottoressa Civinini ha esercitato funzioni di giudice civile, penale, del lavoro a Modena e Pistoia e di magistrato addetto al Massimario della Corte di Cassazione per poi essere eletta membro del Csm nella consiliatura 2002-2006.

Dal 2008 al 2011 è stata Presidente dell’Assemblea dei Giudici Europei nella missione Csdp Eulex Kosovo, guidando un’unità di 40 giudici, supportando il sistema giudiziario kosovaro e giudicando reati di crimini di guerra, terrorismo e crimine organizzato.

A Livorno dal 2011 al 2017, è stata presidente della sezione civile, della sezione Penale e facente funzioni di presidente del Tribunale.

Negli ultimi due anni ha difeso l’Italia davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e curato l’esecuzione delle sentenze di condanna contro l’Italia davanti al Comitato dei Ministri del Cedu.

Esperta di formazione e organizzazione giudiziaria ha preso parte come esperto a vari progetti di supporto ai sistemi giudiziari del Kosovo, della Bosnia Erzegovina, della Tunisia e dell’Albania.

Il suo programma sarà incentrato sulla «difesa dell’indipendenza della magistratura e nella realizzazione di una giustizia di qualità per i cittadini, efficace, trasparente, garante dei diritti». —

P.B.

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