Il presidio
«Gli errori di pochi non devono oscurare il buon lavoro di tutti»
Il rettore Mancarella sui quattro impiegati che hanno risarcito: «Noi parte lesa» L’affondo di Ziello (Lega) sull’esponente del Pd coinvolta: «Dovete vergognarvi»
PISA. «Gli errori di pochi non possono compromettere il lavoro di un’istituzione».
Il rettore Paolo Mancarella ci tiene a distinguere il comportamento di chi si è reso protagonista di azioni per le quali sono già arrivate le risposte di Tribunale e Corte dei conti e la quasi totalità di chi, in silenzio, garantisce attività e qualità dell’ateneo.
Sul caso dei quattro impiegati, una nel frattempo è andata in pensione, filmati dai carabinieri mentre timbravano e poi uscivano dal dipartimento, il rettore ribadisce tre concetti: l’Università ha subìto un danno; gli sbagli dei quattro non vanno minimizzati; il lavoro del resto del personale non deve essere messo in discussione. Al Tirreno Mancarella confida che «in questa vicenda giudiziaria l’ateneo è stata la parte lesa. Certi comportamenti oltre a creare danni economici all’ente, sono lesivi dell’immagine dell’istituzione stessa ed è per questo che non vanno sottovalutati. Gli errori di pochi non possono far dimenticare che il personale dell’Università lavora con la massima serietà e professionalità, dando un contributo fondamentale per il funzionamento di tutta la “macchina”».
Roberta Razzi, Valeria Tozzi e Valerio Ardinghi hanno risarcito l’Università per il danno patrimoniale diretto (le ore pagate mentre erano fuori dall’ufficio, ndr) e quello d’immagine. Non è stata avviata la procedura per arrivare a una contestazione che possa portare al licenziamento. Le somme da risarcire erano minime, anche di 74 euro. Un malcostume che aveva preso la mano, ma non al punto da meritare l’allontanamento dal posto di lavoro per chi strisciava e poi se ne andava per i fatti suoi.
Nell’inchiesta definita a livello penale e contabile con l’accertamento delle singole responsabilità, compare anche un nome noto in città per la sua attività politica tra le fila del Pd. Si tratta di Maria Termine, 68 anni, pensionata. Ha patteggiato tre mesi per truffa poi ha seguito l’esempio degli ex colleghi e ha risarcito. Il suo nome sposta l’asse dell’inchiesta dal fronte giudiziario a quello politico. Edoardo Ziello, parlamentare leghista, rifila la sua stoccata quotidiana dal pulpito sociale di Facebook. «Tra i “furbetti” spicca la signora Maria Termine, ex segretaria del circolo Leopolda del Pd nonché madre dell’ex assessore (sempre del Partito Democratico) Ylenia Zambito: quella che fu nominata in fretta e in furia nel consiglio d’amministrazione di Toscana Aeroporti prima di perdere le elezioni amministrative – scrive Ziello –. La signora Termine aveva già patteggiato una pena per truffa aggravata e adesso dovrà pagare il danno causato all’Università di Pisa. Ora, mi chiedo: ma con quale coraggio il Pd di Pisa si permette di farci lezioni di morale? Io fossi in loro mi vergognerei e soprattutto mi preoccuperei del mio partito, visto che tra occupazioni arbitrarie di sedi provinciali e mortificazioni dei vigili urbani, da parte di alcuni loro consiglieri comunali scapestrati, il livello di ridicolaggine si innalza sempre di più». —
Pietro Barghigiani
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