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Dopo la condanna per calunnia arriva il licenziamento
La decisione adottata a carico del segretario regionale della Uiltrasporti: definitiva la sentenza a 14 mesi I sindacati annunciano la guerra
pisa. Dopo la condanna, il licenziamento. La Ctt Nord ha avviato l’iter di destituzione del segretario regionale della Uiltrasporti Toscana, settore autoferrotranvieri, David Zullo al termine di un lungo iter giudiziario concluso lo scorso giugno in Cassazione, che ha ritenuto inammissibile il ricorso presentato da Zullo contro la condanna a 14 mesi di reclusione (pena sospesa) inflitta nel 2016 per il reato di calunnia nei confronti della Lazzi, azienda di trasporti inglobata dalla Ctt Nord, e dei suoi vertici.
La vicenda risale al 2012, quando Zullo, all’epoca sindacalista della Uiltrasporti di Lucca, si rivolge alla Guardia di finanza sostenendo un falso stato di crisi prospettato dalla società per poter attivare la cassa integrazione straordinaria per 50 dipendenti, facendo intendere una condotta truffaldina da parte degli amministratori aziendali. Alla denuncia (orale) era seguita un’inchiesta della Procura di Firenze che aveva travolto i vertici della Lazzi, nei cui confronti non si era poi svolto alcun processo perché la Procura, che aveva chiesto e ottenuto l’archiviazione, non aveva trovato riscontro di quanto denunciato. Da lì la denuncia per calunnia nei confronti del sindacalista, conclusa lo scorso giugno con una condanna definitiva che ha spinto la Ctt Nord ad avviare l’iter di licenziamento. Una decisione che ha scatenato una dura controffensiva dei sindacati del settore, materializzata in una serie di appelli, arrivati anche sui tavoli della Regione, per convincere l’azienda a fare un passo indietro.
Per le segreterie regionali di Uil e Uiltrasporti, Zullo «ha sempre agito nell’esercizio delle sue funzioni di sindacalista e mai per interessi personali» e quindi il licenziamento è un atto «inopportuno ed inaccettabile». «Aver voluto ostinatamente dividere il sindacalista Zullo dal dipendente Zullo per poter perseguire quest’ultimo (che ha già pagato personalmente, moralmente e familiarmente con la condanna penale) anche disciplinarmente, mettendo in mezzo alla strada una persona e la sua famiglia, è indegno di quella che si vorrebbe definire una grande azienda - accusa la Uil -. Questo atto crea un pericoloso precedente di antisindacalità che non possiamo tollerare perché mina pesantemente la libertà dei lavoratori nello svolgere attività sindacale nell’azienda».
Il sindacato chiede il reintegro di Zullo e il ritiro del provvedimento che «causerà ripercussioni negative nelle relazioni industriali». La stessa richiesta è partita dalle segreterie regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Faisa Cisal che chiedono alla Ctt Nord «una riflessione e un ripensamento». «Una grande società che guida il raggruppamento delle aziende toscane nella gara del trasporto pubblico locale - sottolineano - non può permettersi di governare il cambiamento con la sopraffazione». —
D.R.
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