Il Tirreno

Pisa

gli effetti di “bigliettopoli” 

Autisti “mandati a casa” vincono la causa e in due tornano alla guida dei pullman

Danilo Renzullo
Autisti “mandati a casa” vincono la causa e in due tornano alla guida dei pullman

Ma lo stesso Tribunale pisano ha respinto il ricorso di un terzo conducente a cui è stato negato il reintegro in servizio

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PISA. Due lavoratori reintegrati, uno licenziato. I pareri discordanti dei giudici del lavoro del Tribunale di Pisa continueranno ad alimentare la battaglia legale tra la Ctt Nord e gli autisti licenziati lo scorso anno a seguito della “bigliettopoli” che ha travolto l’azienda che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale su gomma nelle province di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara. . Per due dei cinque conducenti che hanno impugnato l’atto di destituzione, è stata riconosciuta l’illegittimità del provvedimento scattato al termine di una lunga indagine interna.

Il giudice ha contestato il metodo con cui la Ctt Nord ha deciso di sollevare gli autisti dal loro incarico, disponendo l’immediato ritorno al lavoro. Il Tribunale ha accolto la richiesta di reintegro ritenendo illegittimo il provvedimento deciso dall’azienda di trasporti in quanto disposto in assenza del consiglio di disciplina, l’organo previsto dal Regio Decreto 148 del 1931 per una «corretta gestione dei procedimenti disciplinari nelle aziende del settore autoferrotranvieri». Il consiglio (formato da tre rappresentanti dell’azienda, da tre rappresentanti dei lavoratori e un presidente scelto tra i magistrati in pensione) avrebbe dovuto valutare la decisione assunta dall’azienda, ma non è mai stato formato. Secondo la società di trasporti, la mancata costituzione del consiglio di disciplina è da imputare alle difficoltà che la Regione Toscana (ente alla quale è passata la competenza dopo la riforma delle Province) ha incontrato per trovare un magistrato in pensione disponibile ad assumere il ruolo di presidente. Secondo i ricorrenti, invece, l’organo non è stato formato per la mancata volontà dell’azienda di portare a termine il processo di costituzione.

Dalla scorsa settimana, i due autisti (uno impiegato nel bacino di Pisa, l’altro in quello di Pontedera) sono tornati alla guida degli autobus della Ctt Nord, che si dice pronta ad impugnare il provvedimento di reintegro alimentando una battaglia legale che dura da oltre un anno. Diametralmente opposta la decisione di un secondo giudice del Tribunale di Pisa, che ha invece respinto il ricorso di un terzo dei sei lavoratori licenziati. Il giudice ha infatti valutato positivamente gli sforzi che la Ctt Nord ha messo in campo per chiedere alla Regione, più volte sollecitata, di formare il consiglio di disciplina e giudicare i provvedimenti di licenziamento scattati nel giugno dello scorso anno, ma resi effettivi nel mese di ottobre a seguito della dichiarata impossibilità da parte della Regione di formare l’organo di valutazione. In questo caso, il Tribunale ha “sollevato” l’azienda di trasporti da ogni responsabilità per la mancata costituzione del consiglio, respingendo la richiesta di reintegro avanzata dal lavoratore licenziato.

I provvedimenti di destituzione sono scattati al termine di una lunga indagine interna che ha accertato un modus operandi che nel corso del tempo avrebbe procurato un vantaggio economico per gli autisti e un danno per le casse della società attraverso la cessione di biglietti delle tratte urbane su percorsi extraurbani (la contrattazione interna riconosce un compenso per ogni singolo biglietto venduto, più alto per le tratte urbane, più basso per i collegamenti extraurbani). Oltre ai licenziamenti, la Ctt Nord ha emanato anche 80 provvedimenti disciplinari, tra trasferimenti e demansionamenti, nei confronti di altrettanti autisti impiegati tra i bacini di Pisa e Pontedera. 

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