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No della Provincia alla fusione delle Camere di commercio
PISA. La Provincia punta a scongiurare la fusione tra la Camera di commercio di Pisa e quelle di Lucca e Massa Carrara. E lo fa approvando un ordine del giorno, nell’ultima seduta prima dello stop estivo, per la revisione della riforma delle Camere di commercio.
«La procedura della riforma delle Camere di Commercio è iniziata con il decreto legislativo del 2016– dice il presidente della Provincia, Massimiliano Angori – In questo contesto, il percorso per la costituzione della Camera di Commercio di Pisa con le Camere di Lucca e Massa Carrara è stato avviato con decreto del 2018; la procedura ha subito tuttavia un arresto a seguito della sentenza del Consiglio di Stato che, accogliendo il ricorso proposto dalla Camera di Commercio di Massa Carrara, ne ha disposto la sospensione in attesa della sentenza di merito da parte del Tar del Lazio, che lo scorso 30 gennaio ha dichiarato non infondata la questione di legittimità costituzionale, disponendo l’immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale e sospendendo il giudizio in corso».
Secondo Angori, «l’accorpamento tra le Camere di Commercio di Pisa, Lucca e Massa Carrara produrrebbe una situazione straniante, dal momento che i rispettivi enti si occupano di territori molto diversi tra loro, per quanto concerne il profilo economico-finanziario. Pisa ha una performance molto buona con interventi economici elevati anche dopo il dimezzamento delle entrate, dovuto al taglio del Diritto annuale. Per “interventi economici” si intendono, ad esempio, i contributi per mostre e fiere all’estero, per la realizzazione di sistemi di sicurezza, voucher per le imprese impegnate in percorsi di alternanza»,
Lo scenario paventato è che con la fusione, invece, «le risorse correnti di Pisa serviranno per coprire il disavanzo di Massa-Carrara e che si dovrà attingere all’unico patrimonio liquido disponibile, quello di Pisa, per fare politiche a favore del nuovo ambito pluri-provinciale di competenza».
«Riteniamo infatti che in un periodo storico-economico come quello attuale – aggiunge il presidente della Provincia – sia necessario potenziare gli strumenti a supporto del mondo del lavoro, e quindi potenziare le Camere di Commercio». —
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