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Mare, delfini e ambiente Ecco le regole per difenderli

Donatella Lascar
Mare, delfini e ambiente Ecco le regole per difenderli

A Tirrenia in tanti ad ascoltare i suggerimenti anti inquinamento degli esperti  Nuti (Cetus): «Tanti spiaggiamenti ma non si può al momento parlare di epidemia»

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tirrenia. Dal 30 aprile ad oggi, di tursiopi o delfini dal naso a bottiglia, sulle coste del nostro Santuario dei Cetacei se ne sono spiaggiati 28. «Questi dati sembrano allarmanti – commenta il biologo marino Silvio Nuti del centro Cetus di Viareggio durante la conferenza che ha tenuto venerdì pomeriggio al Bagno degli Americani -, ma in realtà siamo al di sopra della media solo di due, tre unità e dai risultati avuti dalle analisi sui primi quattro, niente ci fa pensare di essere davanti a qualcosa di epidemico».

L’esperto, poco prima della conferenza organizzata in collaborazione con il Comune a Tirrenia per parlare di ambiente e inquinamento, aveva dato la notizia che poche ore prima sulle coste viareggine si era spiaggiato un altro delfino in avanzatissimo stato di decomposizione. Un altro quindi, da aggiungere ai 34 che dall’inizio dell’anno si sono spiaggiati sulle nostre coste. «Visto anche quest’ultimo avvenimento – sottolinea l’assessore all’ambiente Filippo Bedini presente all’incontro -, con questa conferenza, patrocinata dal Comune, siamo dentro la notizia».

In merito al dato complessivo di spiaggiamenti però, il professore ha dichiarato che non siamo nella media mensile e del periodo ma, essendoci un grado in più di temperatura nelle acque, possono essersi sviluppati dei patogeni ma al momento nessuno può saperlo con certezza senza dei riscontri scientifici. Di certo invece, ci sono dei comportamenti che in mare vanno evitati contenuti in un “Codice di Condotta” che va regolamentato. Infatti, è l’uomo che con in suoi atti nella maggior parte dei casi attenta alla vita di questi animali. Prima di tutto bisognerebbe ridurre l’inquinamento acustico. Questo è prodotto dal traffico marittimo soprattutto intorno alle piattaforme petrolifere a cui il biosonar degli animali non si sono ancora abituati. Nell’area del Santuario dei Cetacei, che comprende le coste delle regioni Toscana e Liguria oltre alla coste meridionali della Francia, della Corsica e della parte settentrionale della Sardegna, si trovano molti porti importanti che negli ultimi anni hanno incrementato notevolmente il traffico marittimo e questi animali spesso finiscono per essere investiti anche se in realtà sarebbero in grado di scansarsi ma non hanno ancora avuto il temo di imparare a farlo. Anche la navigazione turistica però deve essere più rispettosa verso questi animali. Molto spesso infatti, capita che i turisti in navigazione si mettano a rincorrere i cetacei per fotografarli senza rendersi conto che così li disorientano. La soluzione a questo problema non è certo chiudere il mare ma tenere dei comportamenti responsabili e in ultimo, ma non meno importante, non considerare il mare una discarica. La plastica sulle spiagge finisce in mare inquinandolo. Bisogna quindi utilizzare prodotti compostabili che però non devono costare più di quelli in plastica. —

Donatella Lascar

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