Il Tirreno

Pisa

La maledizione di Dante? Diverrà realtà col cambiamento climatico

Giacomo Movalli Fridays for Future Pisa

Il movimento Fridays for Future di Pisa mette in guardia i pisani e invita tutti a fare la propria parte: «Altrimenti prepariamo le barche» 

3 MINUTI DI LETTURA





emergenza clima

“Ahi Pisa, vituperio delle genti del bel paese là dove 'l sì suona, poi che i vicini a te punir son lenti, muovesi la Capraia e la Gorgona, e faccian siepe ad Arno in su la foce, sì ch'elli annieghi in te ogne persona!”. Conosciamo i celebri versi con cui Dante maledice Pisa ed i Pisani nella Divina commedia. Dalla maledizione poetica sono passati quasi settecento anni e per ora nulla di tanto catastrofico si è fortunatamente realizzato. Ma la vendetta va servita fredda e, dopo tanto, qualcosa di preoccupante sta avvenendo. La brutta notizia arriva da Enea, l’ente nazionale per l’energia e la sostenibilità. Uno studio ha mostrato che la Versilia, con al centro Pisa, sarà tra le aree italiane più colpite dall’innalzamento dei mari nei prossimi decenni. La pianura pisana sarà, secondo gli scenari più realistici, in gran parte sommersa dai mari in meno di settant’anni. La colpa però non è dell’ira di Dante ma del riscaldamento globale che, tramite lo scioglimento dei ghiacci terrestri, ci porterà il mare in casa. Le mappe di Enea mostrano, senza retorica apocalittica, come sarà la nuova Versilia. Avendo visto queste mappe ora so che la casa in cui vivo, in un quartiere periferico di Pisa, sarà con i piedi nell’acqua. Chi abita fuori dal centro è bene che sappia che la propria casa sarà inabitabile e che probabilmente i nipoti ai quali la lascerà si vedranno, insieme a tanti altri, assegnare lo status di profughi climatici. In Versilia i danni saranno enormi, migliaia saranno gli ettari di suolo sommersi e la salinizzazione delle falde renderà i terreni incoltivabili e le riserve idriche sotterranee inutilizzabili. La nuova Pisa sorgerà forse altrove, sui Monti Pisani magari, mentre la vecchia sarà un sito archeologico come migliaia di città e paesi del litorale. Più di un terzo della popolazione italiana ad oggi vive sulle aree costiere. A milioni quindi saranno costretti a lasciare le proprie case. Questa notizia ci conferma un’altra volta che i nostri figli vivranno in un mondo molto diverso da quello che abbiamo conosciuto noi. Informazioni come queste fanno male, ci sentiamo impotenti, spaventati, guardiamo fuori dalla finestra e ci ripetiamo che è impossibile, che se fosse vero qualcuno farebbe qualcosa. Se parliamo di evidenze scientifiche, perché nessuno ne parla? Perché nessuno agisce? Quando ho letto l’articolo di Enea mi sono trovato di fronte due strade: reagire allo spavento con una rimozione e fare finta di nulla vivendo il presente, oppure scegliere di oppormi a chi sta distruggendo il mondo che amo e di cui non vorrei raccontare ai miei nipoti come se si trattasse di una civiltà scomparsa. Ho scelto di parlare ai miei concittadini, scrivendo, per trasmettere l’urgenza e chiedere ai pisani di riconoscere l’emergenza, pretendendo azioni da parte di chi ci governa. Le soluzioni ci sono ma il tempo di agire è adesso. Altrimenti, prepariamo le barche. —

Giacomo Movalli

Fridays for Future Pisa



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web