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Pisa

tra gli imputati 

Crac Unità, centinaia di firme per la solidarietà a Mazzeo

Crac Unità, centinaia di firme per la solidarietà a Mazzeo

«Abbiamo piena fiducia  nella magistratura e siamo  certi che saprà dimostrare  la correttezza del suo operato nei pochi mesi nel cda»

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PISA. Centinaia di firme come gesto di solidarietà nei confronti di Antonio Mazzeo, il consigliere regionale del Pd tra gli imputati per il crac dell’Unità. «Conosciamo da anni Antonio Mazzeo e sappiamo bene l’impegno e la serietà che mette in tutto quello che fa. Per questo motivo abbiamo piena fiducia nella magistratura e siamo certi che saprà dimostrare la correttezza del suo operato nei pochi mesi in cui è stato chiamato a rivestire il ruolo di consigliere d’amministrazione nella società editrice de l’Unità», si legge nella nota che ha come primi firmatari i parlamentari Pd Stefano Ceccanti, Lucia Ciampi e Valeria Fedeli, oltre agli altri consigliere regionali del partito Alessandra Nardini e Andrea Pieroni.

«Nel rinnovargli la nostra vicinanza, la nostra stima e la nostra amicizia, siamo anche a ribadire una volta di più che il Partito democratico è e resta sempre garantista, non a giorni alterni o a seconda del colore politico degli indagati. In un periodo in cui i processi si fanno sui social e non in tribunale e le condanne vengono stabilite a preventivo, noi continuiamo a credere nella giustizia e nella verità dei fatti. Quei fatti che, siamo certi, porteranno presto Mazzeo a chiarire la sua posizione e a veder cadere le accuse che gli vengono mosse».

Seguono anche le firme di vari sindaci: Alderigi, Angori, Barbafieri, Brogi, Carli, Capecchi, Carmassi, Cecchini, D’Addona, Deidda, Ferrucci, Franconi, Gherardini, Giglioli, Govi, Lari, Macelloni, Terreni e Toti. «Sono stato membro del cda di Nie Spa - ha spiegato in una nota Mazzeo - per meno di 7 mesi (dal 13 luglio 2012 al 5 febbraio 2013) su indicazione del socio Gunther Reform Holding Spa (Mian), periodo nel quale non ho avuto alcuna delega gestionale e non ho partecipato né all’approvazione del bilancio 2011 né a quello 2012. I capi di imputazione ipotizzati, molto diversi tra loro e a carico di tutti coloro che hanno fatto parte del Cda nel periodo 2009-2014, sono dunque nel mio caso legati ad eventi accaduti precedentemente o successivamente alla mia breve permanenza nel cda». —

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