Il Tirreno

Pisa

in via bruno 

Partono i lavori di bonifica all’ex distretto militare

Danilo Renzullo
Partono i lavori di bonifica all’ex distretto militare

Seguiranno l’opera di messa in sicurezza e quella di recupero. La riqualificazione prevede la realizzazione di appartamenti con la formula dell’housing sociale

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pisa. Prima la bonifica e la messa in sicurezza, poi (forse) i lavori di recupero. È entrato nella fase cruciale il percorso che porterà alla riqualificazione dell’ex distretto militare di via Bruno. Lunedì prossimo, dopo decenni di chiusura intervallati da circa tre mesi di occupazione degli attivisti del Municipio dei beni comuni, i cancelli dell’ex caserma Curtatone e Montanara torneranno a spalancarsi. Mezzi e operai della Dec ambiente srl faranno ingresso nella vasta area del quartiere San Martino per dare avvio ad un cantiere di bonifiche e messa in sicurezza degli stabili (per consentire il passaggio dei mezzi, dalle 6 alle 7, la carreggiata di via Benedetto Croce all’altezza di via Giordano Bruno sarà temporaneamente ristretta ed è stato predisposto la chiusura al traffico veicolare e pedonale in via Bruno dall’ingresso dell’ex distretto miliare fino all’intersezione con via Croce).

Per alcuni giorni, gli operai della ditta di Cascina saranno impegnati nelle operazioni di bonifica delle cisterne interrate, nella messa in sicurezza dei tetti dei quattro fabbricati che compongono l’ex distretto militare e nella sostituzione delle grondaie pericolanti. Piccoli interventi propedeutici alla concretizzazione del progetto di recupero dell’area. Un piano da decine di milioni di euro che porterà alla realizzazione di numerosi appartamenti con la formula dell’housing sociale, parcheggi riservati ai futuri inquilini dell’ex spazio militare, una decina di posti auto a disposizione del quartiere, un parco e una struttura pubblica: tra le varie opzioni proposte, la scelta ricadrà probabilmente sulla costruzione di un nuovo asilo.

Negli ultimi mesi si sono moltiplicati i contatti e gli incontri tra l’amministrazione comunale e la proprietà (il “Fondo investimenti per la valorizzazione-Comparto Extra”, fondo di investimenti pubblico gestito da Cdp investimenti Sgr Spa, società di gestione del risparmio costituita per iniziativa di Cassa depositi e prestiti Spa, dell’Associazione di fondazioni e di casse di risparmio Spa e dell’Associazione bancaria italiana, che nel dicembre 2017 ha acquistato l’ex caserma di via Bruno insieme alla caserma Artale). Dopo aver presentato tre proposte di recupero, nel mese di agosto la società dovrebbe depositare in Comune il piano di recupero definitivo, che dovrà essere sottoposto alle verifiche e all’approvazione della giunta.

Con l’ok di Palazzo Gambacorti, la proprietà potrà chiedere i permessi a costruire ed inaugurare (non prima del prossimo anno) il cantiere di riqualificazione della vasta area. L’ex caserma di via Bruno, rimasta nella memoria di tanti pisani come il distretto di leva dove si svolgeva la “visita dei tre giorni”, si estende su un’area di oltre ottomila metri quadrati di verde. Una sorta di oasi nel centro storico su cui sorgono quattro edifici per un totale di oltre quattromila metri quadrati di strutture al coperto. In base all’accordo firmato nel novembre 2017 alla presenza dell’allora ministro della Difesa Roberta Pinotti, il piano di recupero prevede una destinazione a fini residenziali “speciali”, appartamenti di edilizia convenzionata da riservare alla cosiddetta fascia “grigia”, quella che comprende nuclei familiari che non riescono ad accedere all’edilizia popolare, ma neanche ad affittare appartamenti sul libero mercato, la riqualificazione del verde e strutture pubbliche. Un piano che, probabilmente, inizierà a concretizzarsi dal prossimo anno. —

Danilo Renzullo

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