Il Tirreno

Pisa

Il funerale in san michele degli scalzi 

Il rombo delle moto per l’addio a Leonardo La rabbia del papà: «Ora non perdono più»

Danilo Renzullo

Centinaia di amici centauri per l’ultimo saluto al 17enne. Il padre si rivolge al motociclista che ha provocato la caduta

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pisa. Il rombo di centinaia di motori per dare l’addio a Leonardo Giordani. Un corteo di moto e motorini per “scortare” il 17enne morto martedì scorso mentre era in sella alla sua Vespa nel suo ultimo viaggio. La chiesa di San Michele degli Scalzi non è riuscita a contenere il dolore e la commozione delle centinaia tra parenti, amici e conoscenti che si sono ritrovati ieri pomeriggio per salutare per l'ultima volta il giovane pisano deceduto sulla via Calcesana, a Colignola, e stringersi attorno ai genitori Stefania e Federico e alla sorellina Arianna. Giovani e giovanissimi, in particolare, giunti nei dintorni della chiesa delle Piagge con moto e motorini, una delle grandi passioni di Leonardo. Un casco, fiori bianchi e una foto del 17enne ricoprono la bara. Un nastrino rosso legato ai manubri delle moto, il simbolo scelto dagli amici. “Leo x sempre”, recita uno striscione srotolato mentre il feretro lascia la chiesa, tra il picchetto dei volontari della Croce Rossa e quello dei combattenti di San Martino. Un lungo applauso. «Quando indossiamo il casco pensiamo di essere invincibili. Quanto accaduto deve far riflettere tutti – è l'appello lanciato dagli amici di Leonardo -. Ci piace ricordarti con il sorriso e la macchina fotografica in mano. Adesso corri libero». Poi sono le centinaia di marmitte a parlare. Un rombo assordante che ha accompagnato Leonardo fino al cimitero della Misericordia in via Pietrasantina.

«La chiesa, di solito, suggerisce di non fare l'elogio delle persone scomparse – dice don Carlo Campinotti durante l'omelia -. Non serve elogiare Leonardo, perché Leonardo era un giovane pieno di vita e di voglia di vivere. Una persona entusiasta, che rappresentava la bellezza della gioventù. Leonardo amava fotografare, la natura in particolare, e andare in moto. Aveva scelto l'assistenza e il volontariato (la Croce Rossa, ndr) per andare incontro ed aiutare gli altri». Un interrogativo rimasto senza risposte.

La rabbia del padre diventa un annuncio di battaglia per trovare il motociclista che ha causato la caduta mortale di Leonardo: «Mi dispiace, ma la mia comprensione adesso è terminata, oggi porterò mio figlio al cimitero e tu, sì tu mi rivolgo a te che sai cosa hai combinato. Fino a domani avrai tempo di giustificare ciò che è successo, da martedì trovati un bravo avvocato perché il reato di omicidio stradale te lo prenderai tutto. Chiunque tu sia ero disposto a comprendere e perdonare. Adesso non più, hai avuto il tempo necessario per presentarti. Non ne hai approfittato adesso ti daremo la caccia. Stanne certo che non la farai franca». Presenti, tra gli altri, l'ex sindaco Marco Filippeschi e il presidente della Croce rossa di Pisa Antonio Cerrai. Il sindaco Michele Conti ha affidato il suo dolore ad un messaggio privato inviato alla famiglia. —

Danilo Renzullo



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