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Ecco come il corpo di Roberta Ragusa può essere finito nella bara con un’altra salma
La suggestiva pista di un lettore sulla fine dell’imprenditrice di Gello sparita nel nulla la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012
PISA. Nessuno ha mai preso in considerazione che il corpo della povera Roberta Ragusa possa essere stato cremato nei forni crematori di altre città toscane in una delle bare che provenivano dal cimitero di Pisa, promiscuamente ad un'altra salma.
Ed ora vi spiego come. Per esperienza diretta avuta in quel periodo con la cremazione di mio suocero, le bare delle salme che avevano scelto di essere cremate, non essendo in funzione più da tempo il forno crematorio di Pisa, venivano smistate in una città, se soci della società di cremazione, oppure in un altro luogo per tutti gli altri.
Come certamente saprete, le bare dirette alla cremazione sono delle stesse dimensioni di tutte le altre, ma all'interno sono prive della cassa di zinco che riduce notevolmente lo spazio interno a disposizione della salma, così come la salma non viene ricoperta dal tappo saldato a stagno che va a ricoprire la salma prima della copertura in legno della bara.
Inoltre, le stesse bare vengono chiuse semplicemente con 7/8 viti e senza alcun sigillo. Le stesse bare, a quel tempo, stazionavano, in attesa di essere smistate per uno o due giorni in una stanza, a libero accesso diurno e notturno e priva di alcun controllo, attigua all'ingresso principale del cimitero di Pisa di via Pietrasantina, dove la mattina successiva era presente Antonio Logli, aveva addirittura lì la macchina ferma per un guasto meccanico (sicuramente in una specie di sua verifica che tutto fosse ok; si ritorna sempre sul luogo del delitto, vedi anche la successiva prova notturna con l’auto).
Io ritengo plausibile che il corpo della povera Roberta Ragusa possa essere stato aggiunto a quello di un’altra salma, dopo aver rimosso in un breve lasso di tempo le 7/8 viti a chiusura.
Da tenere presente che le stesse bare, per tutto il loro ulteriore percorso fino alla cremazione, non venivano mai alzate a mano ma fatte scarrellare o nella macchina funebre o su appositi carrelli, quindi impossibile valutare se all'interno vi fosse una salma da 100 kg o due che sommavano lo stesso peso.
Antonio Logli era a conoscenza del funzionamento delle attività cimiteriali come dipendente della Geste di San Giuliano Terme, tanto è vero che gli inquirenti ipotizzarono un occultamento in cimiteri della zona o addirittura l’accensione dell'ex forno pisano.
Io sono a conoscenza del fatto che sia possibile estrarre il Dna umano dalle ceneri risultanti dalla cremazione, ma sarebbe utile approfondire questa possibilità di occultamento, credo mai valutata (anni fa a Biella fecero questa operazione). Logli quella notte non poteva certamente disfarsi del corpo in altro modo, assurdo il Monte Serra, il Lago di Massaciuccoli, un pozzo o una buca viste le condizioni di neve e freddo estremo di quella notte.
Questa ipotesi è l’unica certa per un impossibile ritrovamento del corpo della povera Roberta. Come diceva Sherlock Holmes, scartate tutte le possibili alternative quella rimasta è quella da seguire.
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