Il Tirreno

Pisa

«Pronti a chiedere la grazia a Mattarella ancora ci chiediamo dove sia Roberta»

Pietro Barghigiani
«Pronti a chiedere la grazia a Mattarella ancora ci chiediamo dove sia Roberta»

L’appello-sfogo dei genitori di Logli con gli amici dopo il verdetto che conferma la condanna a 20 anni del loro figlio maggiore 

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la reazione

Ancora si domandano dove sia finita Roberta. E perché non torna. Non si arrendono alla certezza di una pena che mercoledì sera si è materializzata con l’arresto del loro figlio maggiore Antonio Logli. Riconosciuto colpevole in via definitiva dell’omicidio della moglie Roberta Ragusa, Logli ha varcato la soglia del carcere di Livorno.

Una soluzione tampone adottata all’ultimo momento per evitare la ressa di fotografi e tv davanti al Don Bosco.

Da mercoledì sera il complesso dei Logli in via Dini è un’area inaccessibile. Chiusa l’autoscuola Futura, già di proprietà di Roberta con quote di Valdemaro e Antonio, inutile suonare al campanello.

Giancarla Tabucchi, la mamma di Antonio, è sconvolta. «Voglio morire» dice a chi le fa coraggio. Più combattivo il marito che reagisce ribadendo l’innocenza del figlio.

«Ho anche pagato un investigatore privato per cercare Roberta, posso fare vedere le fatture» si accalora. Pensa a un ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo. E anche alla grazia da chiedere al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

«Vorremmo essere ricevuti e se potesse ascoltare la nostra storia gli chiederemmo la grazia» ripete agli amici Valdemaro. La foga del momento e il mancato confronto con l’avvocato Roberto Cavani gli fanno saltare dei passaggi formali per cui chiedere la grazia il giorno dopo che un detenuto mette piede in carcere non ha grandi probabilità di essere neanche ricevuta come istanza. Ma tant’è. Il papà di Logli rivela il suo spirito combattente. Anche se inizialmente lui e la moglie, stando alle intercettazioni, dubitavano del figlio, nel tempo «siamo sempre più convinti che sia innocente» ha detto di recente al Tirreno il patriarca della famiglia.

Speranza delusa e famiglia abbattuta. La lontananza dalla casa dei genitori ha rispamiato ai due anziani la vista del figlio portato via dai carabinieri. Logli ha scelto di attendere l’esito della sentenza in un affittacamere nei pressi del Cnr.

Ai genitori ha risparmiato l’immagine di lui che viene portato via per andare in carcere. —

Pietro Barghigiani

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