Il Tirreno

Pisa

soldi sequestrati 

Sbarca al “Galilei” con 120mila euro dentro una scatola

P.B.

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PISA. Dalla Spagna a Pisa in aereo con 120mila euro conservati in una scatola da scarpe. Soldi che il passeggero, un imprenditore bolognese, non ha fatto in tempo a spendere perché alla Dogana è stata fermato e il contante sequestrato. Un provvedimento del gip confermata dal Tribunale del Riesame e anche dalla Cassazione.

Andrea Maria Bollella, 40 anni, di Bologna, è indagato per riciclaggio e reimpiego di proventi illeciti. A Valencia aveva un’azienda di materiali elettrici. Una società per azioni «che opera in Spagna e che risulta dalle dichiarazioni fiscali avere denunziato perdite» si legge nella sentenza della Suprema Corte. «Sul rilievo che nei reati tributari il sequestro finalizzato alla confisca per equivalente va riferito all'ammontare dell’imposta evasa, che costituisce un indubbio vantaggio patrimoniale derivante dalla condotta illecita e riconducibile alla nozione di profitto e – prosegue la Cassazione -. Il carattere ingente della somma trasportata, che non risulta prelevata da un conto corrente, unitamente alle modalità di occultamento della stessa; la mancanza di redditi leciti dichiarati dall’indagato; la frequenza dei suoi viaggi per e da Valencia di natura non turistica e la titolarità da parte dell'indagato di una società in Spagna che fino al 2016 denunziava perdite, consentono di ipotizzare a suo carico delitti tributari, quali l’omessa dichiarazione dei redditi, ma anche delitti di altra natura». Bollella voleva rientrare in possesso dei soldi, ma prima il Riesame e ora anche la Suprema Corte, hanno ribadito che il sospetto che quel denaro sia frutto di un’evasione fiscale è sufficiente per tenerlo sotto sequestro per una futura confisca. —

P.B.

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