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LA MANIFESTAZIONE

Il sindaco Conti sul Toscana Pride: «A Pisa ci sono sia diritti che doveri»

Giuseppe Boi
Il sindaco Conti sul Toscana Pride: «A Pisa ci sono sia diritti che doveri»

Il primo cittadino accoglie la parata: «Non siamo d’accordo. La città però è aperta a chi manifesta in modo civile»

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Sì al Toscana Pride, ma con riserva. A quattro giorni dal corteo arcobaleno che si snoderà per le vie del centro, Michele Conti prende una posizione ufficiale. Nessuna barricata come fu per Canapisa (la manifestazione antiproibizionista e per la legalizzazione delle droghe leggere dello scorso maggio), ma un via libera con distinguo: «Pisa è da sempre una città aperta e disponibile al confronto e i pisani sapranno dimostrarlo anche sabato prossimo, anche quanti sono su posizioni diametralmente opposte a quelle del Toscana Pride».

Insomma, il sindaco e la giunta leghista confermano l’uscita dalla Rete Ready (la rete nazionale delle amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere) e il mancato patrocinio all’evento, ma i toni restano volutamente bassi nei confronti di una manifestazione non condivisa ma contro cui diventa difficile opporsi senza rischiare di finire sulla graticola. E non a caso Conti sottolinea come «le scelte personali e le preferenze sessuali dei cittadini devono essere rispettate».

«Gli orientamenti e le condotte sessuali sono un fatto privato frutto di una scelta consapevole e adulta – sottolinea il primo cittadino –. Ma siamo anche convinti delle nostre scelte, come quella presa in Giunta di uscire dalla Rete Ready, perché non condividiamo certe posizioni, che si rintracciano anche nel documento politico del Toscana Pride, in particolare sull’educazione dei minori. In una società complessa e plurale, in cui grande attenzione viene giustamente dedicata alle libertà individuali, anche la libertà sessuale deve essere rispettata oltre ogni tentativo di discriminazione».

«Rispetto, però, non vuol dire adesione a quelle istanze», aggiunge Conti che poi detta le regole di condotta a chi manifesterà sabato in città: «Mi auguro che chi porterà nella nostra città bandiere arcobaleno manifesti in modo civile e ordinato. Pisa dallo scorso anno non è solo la città dei diritti ma anche dei doveri, che significa innanzitutto rispetto delle leggi, delle istituzioni e di tutti i cittadini, compreso chi la pensa in modo diverso».

Una posizione sulla stessa linea di quanto già dichiarato da Edoardo Ziello. «Mi auguro vivamente che alla manifestazione di Pisa non accada ciò che è successo a quella di Milano e che possa essere una grande festa senza atti osceni in luogo pubblico ed eccessi di alcun tipo – scrive il deputato leghista su Facebook –. Non ho assolutamente alcun tipo di pregiudizio verso chi ha un orientamento sessuale alternativo a quello eterosessuale, ma voglio augurarmi che nessuno voglia strumentalizzare politicamente una manifestazione che dovrebbe inneggiare al semplice diritto di autodeterminare, liberamente, le proprie scelte sentimentali».

Via libera dunque alla parata dell’orgoglio omosessuale a cui, secondo le previsioni parteciperanno in 10mila. «Ci attendiamo una grande partecipazione da tutte le città toscane e non solo – afferma Junio Aglioti Colombini, portavoce del comitato Toscana Pride –. In un momento storico in cui assistiamo a nuove ondate di violenza istituzionale, ripartiamo dalle nostre radici». E non a caso, quarant’anni fa proprio a Pisa si tenne la prima marcia del Movimento omosessuale italiano. Era il 1979, tante cose sono cambiate, ma le manifestazioni arcobaleno fanno sempre e comunque discutere. —

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