Il Tirreno

Pisa

la nuova “porta”: il dibattito 

«Per valorizzare l’area della Cittadella Pisa deve diventare vera città turistica»

Francesco Loi
«Per valorizzare l’area della Cittadella Pisa deve diventare vera città turistica»

Federico Pieragnoli: i numeri ci sono, serve il salto di qualità Dobbiamo collegarci ad un sistema territoriale più ampio 

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PISA. «Partiamo da una premessa fondamentale: già ora il turismo è, e lo sarà sempre di più nei prossimi anni, una leva poderosa dell’economia di Pisa e provincia». Non ha dubbi il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa, Federico Pieragnoli, confortato dagli ultimi dati ufficiali con gli arrivi e le presenze dei turisti. Anche Pieragnoli interviene nel dibattito lanciato da Il Tirreno sullo sviluppo dell’area della Cittadella dopo la recente inaugurazione del tanto atteso Museo delle antiche navi. Le questioni sul tavolo sono queste: come sfruttare al meglio questa opportunità turistico, culturale ed economica? Come far davvero diventare la zona la nuova porta d’ingresso della città, arricchimento dell’offerta straordinaria già rappresentata da Piazza dei Miracoli? Come trasformarlo in autentico “hub” turistico, grazie a servizi, capacità di accoglienza, sistema di parcheggi? «Cresce il turismo a Pisa, sul litorale e in provincia - riprende -. Il nostro territorio attrae. Questi numeri dimostrano una volta di più che abbiamo straordinarie opportunità che dovremmo essere capaci di valorizzare al meglio, perché sul fronte della permanenza media dei turisti e della spesa sul territorio c’è ancora molto da lavorare».

«L’apertura del Museo della navi e la riqualificazione dell’intera area della Cittadella rappresentano due ottime occasioni da non lasciarsi sfuggire», ma secondo il direttore di Confcommercio «occorre fare un deciso e più complessivo salto di qualità, alzare l’asticella, indossando i panni e la mentalità da autentica città turistica. Tanto è vero che dovremmo smettere di parlare di turismo al singolare ed iniziare a parlare di turismi, al plurale, perché non esiste un solo tipo di turista e perché Pisa ha le potenzialità per differenziare la propria offerta e accoglienza. Il punto è conoscere il mercato, le tendenze, e le aspettative e su questo impostare un’adeguata strategia di promozione e marketing, mettendo a sistema imprenditori, professionisti del settore, istituzioni».

«Questo - dice Pieragnoli - vale non solo per lo straordinario Museo della navi e per l’area della Cittadella, ma ovunque: i turisti “buoni”, con alta propensione alla spesa, vogliono sempre di più esperienze e che siano autentiche. Dovremmo essere capaci di progettare esperienze, individuare e promuovere percorsi turistici attraenti ed innovativi, altrimenti il lascito della storia e le meraviglie di cui disponiamo non saranno sufficienti a convincere il mondo a visitarci e restare da noi». Pieragnoli non immagina «un’unica ed esclusiva porta di accesso alla città», al contrario, per la ricchezza e il benessere di tutti, «intravede una città dotata di infrastrutture e servizi tali che vi si possa accedere da più punti, perfettamente collegata con il litorale pisano, con la provincia e, perché no, al centro di un’area metropolitana ben collegata con Lucca e Livorno». —

Francesco Loi

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