Condannato brigadiere pistola usata per colpire in testa un fermato
PISA. Un sottufficiale dei carabinieri, originario di Pisa, e all’epoca dei fatti in servizio in provincia di Ferrara, è stato condannato in via definitiva per lesioni a 6 mesi. Daniele Sabino, 47 anni, è stato riconosciuto responsabile delle ferite provocate a un giovane colpito il 23 gennaio 2010 alla basta del cranico con il calcio della pistola d’ordinanza. La Cassazione ha rigettato il ricorso di Sabino, brigadiere dell’Arma. Il contesto dell’episodio fu quello di un controllo per l’alcoltest durante un posto di blocco. Il giovane risultò negativo. Se ne andò a casa. Stando all’accusa arrivato a destinazione, parcheggiata l’auto nel cortile, Sabino gli si avventò contro.
Ne nacque una breve colluttazione in cui il giovane si difese prendendo per il collo il carabiniere. Il militare si sporcò la giacca con della polvere bianca e si convinse che fosse droga che il giovane teneva in mano (le analisi hanno però dimostrato che si trattava solo di calce). Sentendo le grida del figlio, i genitori chiamarono le forze dell’ordine. Il ragazzo – che non aveva assunto droghe, né le deteneva, né aveva assunto alcol – venne denunciato e arrestato per resistenza a pubblico ufficiale (poi assolto in via definitiva).
Lui denunciò il militare per violazione di domicilio e lesioni. La sentenza definitiva è arrivata per le lesioni con la Corte d’Appello che ha ritenuto «la gravità della condotta dell’imputato, idonea in sé a provocare sfiducia da parte della collettività nei confronti di soggetti cui invece la legge demanda la difesa dei diritti dei cittadini, nonché in considerazione della condotta processuale dell’imputato tutt’altro che limpida». —
P.B.
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