Il presidio
Arriva da Vecchiano la ricetta contro il batterio che sta falcidiando gli olivi
Si tratta di un fungo che può di abbattere il numero di insetti portatori della Xylella. Claudio Cantini (Cnr): «Adesso occorre avviare un esperimento su larga scala»
VECCHIANO. Parte da Vecchiano il contrattacco alla Xylella, il batterio che sta falcidiando gli olivi monumentali della Puglia. «Ed attenzione perché nessuna regione, compresa la Toscana, può dirsi immune dalla Xylella»: dice subito il presidente di Coldiretti Fabrizio Filippi. Il Cnr di Grosseto con il suo istituto Ivalsa e con l’indispensabile contributo dell’azienda agricola “La Traversagna” di Vecchiano ha scoperto che prodotti a base del fungo Beauveria Bassiana sono in grado di causare una diminuzione del 54% del numero di insetti – chiamati anche sputacchini– principali vettori del batterio della Xylella. Inoltre, sempre questo tipo di prodotto è in grado di ridurre dell’82% il numero delle larve totali contate e una riduzione del 67% del numero medio di larve per insetto. La temibile Xylella è infatti un batterio ed ha bisogno di essere trasportato da un insetto che è nella maggio parte dei casi, il “Philaenus spumarius” , comunemente chiamato “sputacchina” perché secerne una sorta di bava biancastra che si nota proprio sui rami dell’olivo. «Questo fungo “benefico” e antagonista della Xylellla – spiega il tecnologo dell’Ivalsa, Claudio Cantini – agisce penetrando la cuticola degli insetti e lì sviluppa poi delle tossine. Ha bisogno dell’umidità per germogliare, e quindi il microhabitat della schiuma prodotta dalle larve, si è probabilmente dimostrato un buon substrato per la sua proliferazione» . «I nostri risultati – conclude – consentono di supporre che questo fungo potrebbe essere uno strumento utile per controllare la densità della popolazione dell’insetto spumarius negli uliveti. Inoltre, i dati in nostro possesso sono una buona base per poter imbastire un esperimento su larga scala in campo per il prossimo anno».
«Sono dati incoraggianti, ma è bene tenerei piedi per terra», commenta Filippi che oltre ad essere presidente di Coldiretti Toscana, lo è anche del Consorzio Oli Toscani Igp. «Crediamo che la strada da percorrere sia comunque quella della prevenzione, delle buone pratiche agronomiche e sopratutto del monitoraggio del materiale vivaistico importato sui nostri territori. Monitoraggio che riteniamo fondamentale per limitare la diffusione di questa e di altre patologie» .
La scoperta fa parte del progetto europeo “Life-Resilience – Pratiche agricole sostenibili per prevenire la Xylella fastidiosa negli impianti intensivi olivicoli e mandorlicoli” , e si è avvalsa di un altro partner importante che è il gruppo di oleifici facenti capo a Salov che collabora con l’Università di Pisa per ricerca e sviluppo nel settore oleario. Per quanto concerne invece la nostra azienda vecchianese La Traversagna, «l’abbiamo scelta in via sperimentale perché ha una grande estensione, oltre 100 ettari ed è tutta pianeggiante» dice Cantini. Per quanto riguarda la salute dei nostri oliveti, Filippi rassicura dicendo che non sono stati rinvenuti focolari «ma non bisogna abbassare la guardia bensì monitorare e prevenire con attente pratiche agronomiche» . —
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