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Pisa

montacchiello 

Crisi alla Ids, l’azienda apre al confronto con i sindacati

D.R.

Sciopero sospeso a seguito di un colloquio tra il consigliere regionale Mazzeo e l’amministratore delegato della società 

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PISA. Fischietti, bandiere e megafoni per amplificare la rabbia. Uno striscione all’ingresso dello stabilimento per richiamare l’attenzione della proprietà: “Futuro subito”, l’appello impresso a caratteri cubitali all’esterno della Ids-Ingegneria dei sistemi, azienda attiva nel settore dell’ingegneria di sistemi ad alta tecnologia diretti ai settori aeronautico, navale e terrestre in ambito civile e militare. Ieri, parte dei 200 dipendenti impiegati nello stabilimento di Montacchiello (la società occupa in tutta Italia circa 400 persone) ha nuovamente incrociato le braccia. Uno sciopero e un presidio per chiedere il mantenimento dei livelli occupazionali dopo la crisi finanziaria che ha investito la società, ma soprattutto per rivendicare la presentazione di un piano industriale per chiarire il futuro dell’azienda all’indomani dell’accordo con Enav per la cessione del ramo d’azienda Aeronavigazione.

Una mobilitazione, inizialmente prevista ad oltranza fino all’incontro convocato dall’Unione Industriale per il prossimo 18 giugno, interrotta nel primo pomeriggio dopo un lungo colloquio tra il consigliere regionale Antonio Mazzeo e l’amministratore delegato Massimo Garbini. Convinto dall’esponente del Pd, Garbini ha lasciato il suo ufficio per discutere con i lavoratori in presidio. Una sorta di assemblea improvvisata durante la quale l’ad della Ids ha “allargato” alla partecipazione dei sindacati il tavolo della prossima settimana, impegnandosi a presentare anche il piano industriale. «La proprietà sta vendendo la parte più produttiva dell’azienda, ma non ha ancora chiarito come vuole continuare le attività - accusa Marco Comparini, segretario della Fiom-Cgil di Pisa -. Manca un piano industriale e soprattutto il dialogo. Vogliamo capire se la cessione del ramo d’azienda è solo un’operazione per far cassa o per investire e rilanciare le lavorazioni».

La vertenza approderà nei prossimi giorni in consiglio regionale con una mozione presentata dai consiglieri pisani del Pd Mazzeo, Nardini e Pieroni per chiedere l’attivazione di un tavolo di crisi regionale. La mozione chiede di impegnare anche il ministero dello Sviluppo economico: una richiesta che sarà ribadita con un’interrogazione parlamentare che sarà presentata nei prossimi giorni. «Questa impresa - dice Mazzeo - rappresenta una delle più grandi competenze del territorio: l’azienda deve chiarire le sue intenzioni ed assicurare un futuro alle attività e ai suoi dipendenti». —

D.R.

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