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Pisa

La vertenza 

Enav acquista il ramo aeronavigazione di Ids

Giuseppe Boi
Enav acquista il ramo aeronavigazione di Ids

Pisa, i dubbi dei lavoratori dopo la firma dell’accordo vincolante: «Ora l’azienda rischia di essere solo una scatola vuota»

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PISA. Ids-Ingegneria dei sistemi cede il ramo d’azienda Aeronavigazione all’Enav e paga gli stipendi e gli arretrati ai dipendenti. La società per azioni che opera come fornitore in esclusiva di servizi alla navigazione aerea civile nello spazio aereo di competenza italiana ha firmato un preliminare vincolante lo scorso 28 maggio. Negli stessi giorni l’azienda di Montacchiello ha pagato ai dipendenti il 50% dello stipendio non versato ad aprile e, la scorsa settimana, l’intero salario relativo al mese di maggio. Una buona notizia per i dipendenti che però restano preoccupati per il futuro: «Riteniamo fondamentale la presentazione di un preciso piano industriale visto che questo ramo d’azienda rappresenta oltre la metà del fatturato, in modo da comprendere le prospettive dello stabilimento di Pisa e dei suoi 200 dipendenti», si legge in un comunicato della Fiom.. Nonostante il pagamento degli stipendi restano dunque dei dubbi sul futuro dell’Ids. La cessione della divisione Aeronavigazioneè stata comunicata alla Rsu dall’amministratore delegato Massimo Garbini. In questa sede è emerso che nelle casse dell’azienda entreranno circa 41 milioni di euro. L’ad ha comunicato ai rappresentanti dei lavoratori che 7,5 milioni saranno utilizzati per la liquidazione della Simest (socio pubblico controllato da cassa depositi e prestiti); altri 4 milioni a saldo di un finanziamento ricevuti da un altro socio di minoranza e 12 milioni ai fornitori; altri 5,5 milioni saranno pagati allo Stato per l’Irpef trattenuta ai dipendenti ma mai versata; i restanti 12 milioni saranno in parte utilizzati per rientrare con le banche tenendo ancora aperte le linee di credito. «Insomma – commentano i rappresentanti Rsu – i 41 milioni saranno sufficienti solo a saldare i debiti».

Nella stessa sede Garbini aveva annunciato ai dipendenti che sarebbe stato pagato solo il 20% del salario di maggio. Un’ipotesi poi non verificatasi che però ha fatto ulteriormente scattare l’allarme tra i dipendenti. «Garbini ci ha più volte ripetuto che la cessione del ramo era l’unica possibilità per scongiurare un fallimento immediato e ha evidenziato che il portafoglio ordini è pari a 70 milioni di euro – aggiungono i componenti della Rsu –, ma temiamo che una parte di questi sia relativo al ramo d’azienda ceduto». «Chiediamo l’intervento della Regione e del governo, visto che Enav è controllata dal ministero dell’Economia e delle finanze ed è sottoposta alla vigilanza del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti», conclude Massimo Braccini, segretario generale Fiom Toscana. —

 

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