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Carlo Ratti: stop cemento sui lungarni avete già troppi palazzi chiusi
PISA. Quando i big data possono cambiare, in meglio, le città. Ovvero soluzioni in grado di contrastare, ad esempio, traffico ed inquinamento utilizzando strumenti basati sull’analisi di grandi quantità di dati.
Ospite d’eccezione, all’assemblea annuale dell’Unione Industriale Pisana, il professor Carlo Ratti, architetto ed ingegnere, socio fondatore dello studio Cra, direttore del Senseable City Lab del Mit di Boston (Massachusetts Institute of Technology).
Ratti è tra i pionieri nel campo delle “città intelligenti”, portatore di una visione sulle smart cities incentrata sull’importanza del fattore umano nell’ambito delle tecnologie urbane.
Il Mit Senseable City Lab è un gruppo di ricerca che esplora come le nuove tecnologie stanno cambiando il modo in cui noi intendiamo, progettiamo e viviamo le città. I progetti di Ratti connettono la dimensione fisica con quella digitale in maniera innovativa. Costanti i rapporti con l’Università di Pisa e l’area del Cnr.
Anche Ratti, da torinese d’origine, è per la Tav. Ma per città come Pisa la sua indicazione è netta: stop al cemento. «Ho passeggiato l’atra sera sui vostri bellissimi lungarni - dice l’architetto Ratti -. Ho visto tanti bellissimi palazzi chiusi, disabitati. Questo non va bene. È la prova ulteriore che in Italia non bisogna costruire più un bel niente. C’è molto lavoro da fare nell’utilizzare e riutilizzare meglio quello che abbiamo. Cementificare ancora non ha più senso».
F.L.
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