Il Tirreno

Pisa

Diecimila tifosi in un’Arena che trabocca di entusiasmo

Andrea Chiavacci
Diecimila tifosi in un’Arena che trabocca di entusiasmo

Un bagno di folla per la squadra e il club: curva Nord e tribuna gremite, cori e bandiere  per festeggiare il ritorno dei nerazzurri di mister Luca D’Angelo nella serie cadetta 

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Sullo sfondo di un tramonto in arancione inizia la notte più bella per Pisa e i suoi eroi della domenica. L’Arena Garibaldi molto prima dell’arrivo della squadra è un concentrato di suoni, luci, colori e soprattutto calore. Oltre 10mila tifosi (nelle immagini di Fabio Muzzi) riempiono i gradoni della vecchia Arena per applaudire i ragazzi che hanno riportato il Pisa in B. Stavolta per restarci e per diventare, un passo alla volta, competitivi. Magari in uno stadio con un look tutto nuovo. Bandiere, fumogeni, striscioni come quello della Curva “Grazie ragazzi”. Ci sono anche i più piccoli Supporter Pisa. Si balla, si canta e poi parte l’inno. Quello storico “Pisa come ai vecchi tempi” che qui conoscono a memoria anche i bambini di tre anni. Poco prima dell’arrivo della squadra risuonano le note di Heroes di Bowie.

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Arrivano il presidente Giuseppe Corrado e il patron Enzo Ricci con sciarpa nerazzurra al collo. Entrambi salutano e abbracciano il sindaco Michele Conti e l’assessore Raffaele Latrofa, tifosissimo nerazzurro. La coppa della promozione viene esposta in mezzo al campo in attesa di essere alzata di nuovo al cielo, mentre parte il coro Vocina alza la voce. I giocatori vengono chiamati uno alla volta con tanto di soprannome dato dal presidente Giuseppe Corrado. Si parte con la saracinesca Gori, poi tocca al secondo portiere D’Egidio, vestito da suora, e il terzo Kucich con capelli tinti di nerazzurro come molti altri suoi compagni. Anche lui è entrato a referto con una squalifica dalla panchina.

Poi tocca alla turboelica Birindelli e al professore Alessandro De Vitis, poi The Wall Simone Benedetti. Buschiazzo non è con la squadra perché è rimasto in ospedale a Trieste e lo stadio gli tributa il giusto applauso. Dopo la botta rimediata ai supplementari sta meglio e dovrebbe rimettersi al più presto. Il granatiere è Fabrizio Brignani, mentre il pennellone è Masi. Tra i più in forma ai playoff la furia Marius Marin e la saetta Nicolas Izzillo con una cresta rossa.

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Il pirata Luca Verna è l’unico che tre anni fa era a festeggiare su questo prato dopo la vittoria di Foggia. Per il presidente “il poeta” è Davide Di Quinzio, mentre la freccia è Mattia Minesso. La curva canta ancora e la squadra si avvicina a loro scattando fotografie. Lo speaker dell’Arena Marco Guidi chiede il boato per il boss nerazzurro Robert Gucher. Il polipo nerazzurro Masucci ha invece sbloccato la finalissima ed entra in campo accompagnato dai figli. Poi tocca al “rapinatore” Massimiliano Pesenti e “la sentenza” Michele Marconi.

Infine tocca al bomber e capitano Davide Moscardelli, uno dei più amati di questo collettivo senza primedonne. Anche Mosca entra con i figli e poi prende il microfono: «Ciao a tutti. Sembra ieri che eravamo qui alla presentazione, ma oggi è decisamente meglio». Parte il coro Mosca gol con tutta la squadra che circonda il barbuto attaccante che ringrazia tutti. E a quel punto parte Sway di Frank Sinatra e la festa può davvero iniziare, anche se manca probabilmente la persona che ha preso per mano questo gruppo assieme al suo vice Luca Taddei.

L’Arena esplode per applaudire Luca D’Angelo sulle note di Don’t Worry be happy. Finalmente cori anche per lui dalla curva e dalla tribuna. Non riesce a parlare, poi con un filo di voce si apre: «Facciamo questo mestiere per vivere serate come queste» . Un grande applauso anche per Roberto Gemmi con i calciatori che cantano “c’è solo un visionario”, poi lui stesso dichiara: «È solo l’inizio».

Arriva Giovanni Corrado: «È una serata incredibile. Godiamoci la B» . Sfilano tutti i dirigenti e tra loro c’è anche Enzo Ricci che per la prima volta si prende la passerella. Infine Giuseppe Corrado. Ringrazia: «Il pubblico ha fatto scattare la molla. La squadra è stata all’altezza dei tifosi. Io ci ho sempre creduto perché avevamo grandi dirigenti e un grande allenatore come D’Angelo» . Moscardelli prende la coppa e inizia il giro di campo e tutti sotto la nord. Dopo l’abbraccio dell’Arena il Pisa con un bus privato raggiunge il Comune di Pisa. Tutti i protagonisti si affacciano dalla finestra principale di Palazzo Gambacorti per salutare un popolo che impazzisce di gioia. Ma la festa non finisce qui. Tutti sui lungarni per continuare a cantare, ballare e abbracciarsi. Il sogno è realtà. Pisa, adesso goditi il trionfo. –

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