Il presidio
Rapina un cellulare e poi si tuffa in Arno per sfuggire alla polizia
Dopo il colpo al Giardino Scotto ha incrociato una volante in lungarno Galilei: preso con un gommone dei pompieri
pisa. Pochi istanti prima aveva rapinato del cellulare un giovane che con la compagna era nel Giardino Scotto. Era in lungarno Galilei quando, dopo la telefonata della ragazza al 113, si è imbattuto in una volante della questura.
La vista degli agenti ha innescato due reazioni nel 30enne gambiano: si è liberato del telefonino lasciandolo in un cespuglio e poi si è sceso sulla banchina sotto le spallette. Da lì si è gettato in Arno. Qualche bracciata per raggiungere chissà quale approdo. Non è stata una fuga sensata. L’unico risultato ottenuto è stato quello di ritardare un arresto con custodia in carcere in cella dal magistrato di turno, Miriam Pamela Romano. Rimasto in slip, l’immigrato si è sistemato su un basamento sotto una volta del ponte della Fortezza. E ha atteso l’arrivo degli agenti. Sono stati chiamati i vigili del fuoco che, equipaggiati con un gommone, hanno fatto salire i poliziotti e poi si sono diretti verso l’obiettivo. L’episodio è avvenuto poco prima delle tre del pomeriggio. Il rapinato ha avuto lievi escoriazioni durante l’assalto dell’immigrato che agli agenti in questura ha detto di essere del Gambia e di avere 30 anni. Prima del trasferimento al Don Bosco, l’extracomunitario è stato visitato dal medico dell’ambulanza inviata dalla centrale operativa del 118. In perfette condizioni fisiche, il gambiano è stato portato in carcere con l’accusa di rapina. Il telefonino, recuperato sul lungarno dove lo aveva nascosto l’immigrato, è stato restituito al proprietario.
L’onorevole Edoardo Ziello (Lega) ha commentato su Facebook il tuffo in Arno del gambiano. Inizialmente non era chiaro il motivo del salto in acqua.
«Poco fa, a Pisa, un immigrato africano si è tuffato in Arno, lanciandosi dai basamenti – è il post -. La goliardata del modello di cittadino europeo della Boldrini e del Pd ha costretto gli agenti della polizia e i vigili del fuoco a perdere ore intere della loro giornata di lavoro in operazioni di recupero che si sarebbero potute evitare se la “risorsa” si fosse comportata da persona civile. Il “signore” sarà identificato e se ne ricorreranno gli estremi verrà espulso. A voi sembra un comportamento normale? Roba da matti! #PortiChiusi». —
Pietro Barghigiani
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