Italia
Premio Eugenio Caponi Al Santoni la consegna delle tre borse di studio
pisa. Sette anni fa la vita di Eugenio Caponi, studente diciassettenne dell’istituto Santoni, veniva tragicamente spezzata. I suoi genitori Sandra e Alessandro hanno trasformato quel dolore insopportabile in una opportunità di crescita per altri giovani studenti, dando vita al Premio Eugenio Caponi, giunto alla settima edizione. Tre anni fa il rettore dell’Università di Pisa, Paolo Mancarella, ha implementato il premio con tre borse di studio per l’iscrizione all’ateneo . I vincitori sono Lorenzo Baroni, primo classificato, Martina Gambini (seconda) e Matteo Sighieri (terzo). Hanno risposto al tema di quest’anno “Progetto di un edificio ad uso residenza per studenti universitari” con lavori che sono stati giudicati i migliori da una giuria specializzata, tra i diciannove presentati. «I ragazzi raccolgono l’invito all’inizio dell’anno con amore- ha detto la professoressa Pieroni - impegnandosi con tutte le loro forze. Sui loro volti, alla fine dell’anno, la sensazione di aver fatto qualcosa di grande e di utile». Altri quattro studenti hanno ricevuto una menzione speciale: Ali Hasson, premiato anche dal presidente della Cassa Edile, Jacopo Danielli, Davide Ferrante, Francesco Quirici, Niccolò Bargagna. La premiazione è avvenuta nel gremito Auditorium dell’Istituto Santoni, al termine di una toccante giornata dedicata proprio ai ragazzi, che hanno ascoltato le testimonianze di Salvatore Re, architetto molto apprezzato anche all’estero e di Stefano Sale, ingegnere cagliaritano che concorre alla progettazione del nuovo stadio S.Elia. Sono intervenuti il sindaco di Pisa, Michele Conti, il rettore Paolo Mancarella , il dirigente scolastico Alessandro Bonsignori e molti docenti. Anche il provveditore agli studi, Giacomo Tizzanini, ha testimoniato vicinanza e gratitudine alla famiglia. «Ero devastato, vicino a un punto di non ritorno - ha detto Caponi, rivolgendosi ai ragazzi - Ma il ritorno c'è, esiste. Ognuno di noi deve trovare in sè le motivazioni per riuscirci. In questi sette anni abbiamo fatto tanta strada, i risultati che abbiamo conseguito con il premio devono essere di stimolo per fare ancora di più». «Questo premio – ha commentato Mancarella- è frutto del seme che i due genitori hanno seminato anni fa , una pianta meravigliosa, che ci fa sentire una grande famiglia. Ricordate ragazzi che siete fortunati a vivere in una città piccola ma piena di eccellenze. Siete fortunati, partite bene, vi auguro di portare con voi lo stesso amore che oggi ci è stato trasmesso». —
Renata Viola
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