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Maxi comune d’area Forza Italia ribadisce: «Siamo favorevoli»
PISA. Stop al maxi comune di Pisa ed asse Pisa-Cascina. Forza Italia non ci sta e dice la sua, attraverso il consigliere comunale Riccardo Buscemi, dopo la delibera consiliare di “Revoca dell’avvio del procedimento relativo al Piano Strutturale Intercomunale”. Buscemi attacca il Pd: «Si fa prima ad urlare e denigrare, piuttosto che spiegare. Io invece spiego e puntualizzo. Il consiglio comunale ha revocato il Piano Intercomunale d’area per evitare di incombere nella paralisi amministrativa, nel blocco delle concessioni e delle Scia previsto dalle clausole di salvaguardia della legge regionale qualora il Piano Intercomunale Strutturale dei sei Comuni non venga adottato ed approvato entro la scadenza perentoria dell’8 gennaio 2020. Ad oggi, soprattutto per l’inerzia degli altri cinque Comuni vicini a Pisa, è certificata l’impossibilità di rispettare questa scadenza, sicché per non far piombare il nostro Comune, di cui anche i colleghi del Pd sono amministratori, seppure nella loro veste di consiglieri di opposizione, nel blocco e nella paralisi amministrativa, l’assessore Dringoli, con l’ausilio degli uffici, ha proposto la revoca del procedimento. Nel frattempo, pubblicato un nuovo bando regionale per la presentazione di piani intercomunali che esclude i comuni già beneficiari in forma associata di contributi regionali, ci ha prospettato l’opportunità di presentare un piano intercomunale con Cascina, non per affinità politiche (come maliziosamente dichiarato), ma unicamente per omogeneità morfologica (Pisa e Cascina comprendono la quasi totalità della pianura pisana e sono interessate dal corso dell’Arno). Dunque una delibera squisitamente tecnica, non a caso votata anche dal M5S, partito all’opposizione, e non una posizione contro il maxi-comune, perché non si parlava di questo».
Riguardo al comune unico, «di cui io e Forza Italia continuiamo a essere assertori, il Pd - dice Buscemi - dovrebbe puntare il dito non tanto verso i partiti dell’attuale maggioranza comunale, quanto verso le amministrazioni comunali vicine di centrosinistra, compresa Cascina fino al 2016, che non solo hanno remato contro la fusione, ma hanno semplicemente boicottato ogni tentativo di armonizzazione degli strumenti urbanistici o l’esercizio in forma associata di servizi comunali. È evidente che il Pd ha governato male il territorio, è evidente che sta alzando un polverone per celare il blocco amministrativo a cui sarebbe andata incontro la città se il consiglio comunale non avesse revocato l’avvio del procedimento». —
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