Italia
Quanto sei bella Arena Garibaldi L’onda nerazzurra trascina i ragazzi
Atmosfera delle grandi occasioni, spettacolo della Nord Il lampo di Izzillo fa scoppiare la festa in campo e fuori
PISA. Una serata da sogno doveva essere, e una serata da sogno è stata. Un’Arena da favola trascina il Pisa in finale per la serie B. Mancano ancora 180 minuti, ma nessuno potrà dimenticare le emozioni che i nerazzurri hanno regalato nel doppio confronto con l’Arezzo.
Pisa-Arezzo non è una partita qualunque. Il clima è quello delle grandi occasioni. L’atmosfera è elettrica. Nel quartiere di Porta a Lucca già due ore abbondanti prima del fischio di inizio ci sono maglie nerazzurre ovunque. Alle 19.30 lunghe file al prefiltraggio e già tanta gente a sedere sugli spalti. Il primo nerazzurro a entrare in campo per il riscaldamento è il portiere Gori. Poi i fischi, quando i giocatori dell’Arezzo entrano sul rettangolo verde e vanno a fare il loro riscaldamento sotto la curva sud, popolata da un migliaio di tifosi amaranto.
Un paio di minuti e lo stadio scatta in piedi per l’ovazione che accoglie i giocatori nerazzurri dalla scaletta del sottopassaggio, con il capitano Robert Gucher a guidare il gruppo.
È assordante il primo coro che lancia la curva nord: “Noi vogliamo questa vittoria”. E gli altri settori si uniscono subito, la gente si alza in piedi e batte le mani. L’Arena è fuoco, è calore, è la passione di una città che sogna unita, per una sera, dimenticando tutto il resto. Conta solo il Pisa.
L’entusiasmo è a mille e manca ancora oltre mezz’ora al fischio di inizio. All’annuncio delle formazioni nuovo boato dello stadio. Il popolo pisano arriva a farsi sentire fino in Corso Italia. Le squadre entrano in campo sulle note dello storico inno del Pisa e la curva nord si accende. Prima uno striscione che recita “Noi siamo quelli della nord e non ti lasceremo mai”, firmato curva nord Maurizio Alberti. Poi dalle tre bocche di uscita del settore scendono altrettante bande dorate, accompagnate poi da altre nerazzurre che coprono l’intera curva. Sciarpe al cielo, invece, in gradinata: uno spettacolo da brividi.
Il neroazzurro e l’oro poi si mischiano dietro al fumo dei fumogeni gialli che invadono il campo, tanto da costringere l’arbitro Ayroldi a interrompere la gara per alcuni minuti. Nel primo tempo, in campo, è tutta una questione di nervi. Il Pisa è teso, l’Arezzo vuole l’impresa.
Ma l’Arena non molla di un centimetro, capisce il momento e non smette mai di incitare la squadra. All’intervallo rifiatano un po’ tutti: calciatori e pubblico. Nella ripresa la partita non cambia schema, con il pubblico che continua incessante nel suo incoraggiamento. C’è tempo anche per un po’ di ironia in curva ospiti, con i tifosi dell’Arezzo che srotolano uno striscione sulla questione dei biglietti: “Gos dopo Gos e i nostri biglietti sono ghost…”. La nord risponde con un “ciao Marchino” accompagnato da un lungo coro. I minuti passano, nessuno vuole fare festa in anticipo per scaramanzia. Poi Izzillo decide di mettere la parola fine alla sfida con uno splendido gol su assist delizioso di Moscardelli. L’Arena esplode: è finale. Al triplice fischio è tripudio nerazzurro. E chi dirige i festeggiamenti in campo? Il solito “Mosca”. —
Daniele Benvenuti
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