Sì ai benefici fiscali per chi ha sottoscritto la piattaforma sociale
L’intesa tra i sindacati e i due terzi dei Comuni per numero di abitanti consentirà ai cittadini di pagare meno imposte
pisa. La contrattazione sociale porta benefici e riduzioni fiscali per oltre il 60% della popolazione della provincia di Pisa.
Sono 24 i Comuni che hanno sottoscritto la piattaforma sui bilanci di previsione 2019 presentata lo scorso autunno da Cgil, Cisl e Uil. Dall'elenco manca il Comune di Pisa, con il quale i sindacati non sono riusciti ad avviare una trattativa per l'applicazione della "piattaforma sociale" con la quale quasi 254.000 cittadini della provincia (oltre il 60% del totale) potranno beneficiare della differenziazione sull'addizionale Irpef tra lavoro dipendente, pensionati e assimilabili rispetto ad altre forme di reddito e dell'incremento della soglia Irpef a 12mila euro (alcuni Comuni, tra i quali Montopoli e Pomarance, l'hanno innalzata a 13 e 14mila euro). La piattaforma proposta dai sindacati prevede inoltre il blocco della pressione fiscale locale e delle tariffe dei servizi a domanda individuale, interventi per la riduzione della Tari e provvedimenti per migliorare i servizi socio-sanitari.
Per incrementare e valorizzare la pratica della raccolta differenziata, la piattaforma prevede anche un aumento dei controlli per individuare i trasgressori attraverso l'installazione di impianti di sorveglianza. All'appello dei sindacati a discutere e sottoscrivere la piattaforma hanno risposto 29 Comuni su 37.
Incontri e tavoli di trattativa hanno portato alla stipula di 24 accordi, 11 in più rispetto allo scorso anno. Tra i Comuni firmatari anche quelli di Riparbella e Castellina Marittima, che non avevano mai sottoscritto la piattaforma di contrattazione sociale, Lajatico e Palaia (da tempo assenti dall'elenco dei Comuni aderenti), e quelli dei maggiori centri della provincia: da San Giuliano Terme a Volterra, da Pontedera a Ponsacco.
«Un importante risultato che permetterà ad oltre il 60% della popolazione della provincia di Pisa di beneficiare del blocco della pressione fiscale locale, degli interventi per la riduzione della Tari e per l'incremento e il miglioramento dei servizi socio-sanitari», commentano Cgil, Cisl e Uil.
Dalla lista dei Comuni aderenti alla contrattazione sociale manca, tra gli altri, quello di Pisa con cui i sindacati non sono riusciti ad avviare un tavolo di trattative.
Mauro Fuso, Dario Campera e Angelo Colombo, rispettivamente segretari generali della Cgil e della Cisl e coordinatore della Uil di Pisa, si dicono amareggiati del mancato accordo con Palazzo Gambacorti, ma comunque soddisfatti per l'applicazione del vecchio accordo di contrattazione sociale stipulato con la precedente giunta e reso operativo dall'attuale amministrazione dopo l'ok del ministero dell'Economia arrivato lo scorso anno. —
Danilo Renzullo
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