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Latitante ricercato per omicidio fa il turista in città: arrestato
La polizia lo scopre durante un controllo dentro un hotel in zona stazione. Era scappato in Francia prima della condanna all’ergastolo. Ora è al Don Bosco
PISA. Ergastolano in visita in città come fosse un turista qualunque tradito dal mancato aggiornamento sugli accordi di estradizione tra l’Italia e il suo Paese d’origine.. L’eccessiva sicurezza sulla conoscenza della legge e un precedente soggiorno a Venezia andato a buon fine, hanno tradito Blerim Nokaj, 32 anni, kosovaro, ma anche cittadino francese con residenza a Marsiglia. La polizia lo ha arrestato in un albergo in zona stazione. Uno schieramento di quindici agenti tra personale delle volanti del commissario capo Fabrizio Valerio Nocita e della squadra mobile del vice questore aggiunto Rita Sverdigliozzi. Era nella hall in tenuta da turista, il latitante nella sua ultima tappa da uomo libero. Anche quando è stato portato in questura ha continuato a ripetere che non potevano arrestarlo. Non conoscere un accordo del 2016 lo ha lasciato senza parole. E, di fatto, spedito in una cella del Don Bosco in attesa che la Corte d’Appello definisca tempi e modi dell’estradizione in Kosovo dove, nel 2015, era stato condannato in contumacia all’ergastolo per omicidio. Nokaj nel 2013 a Gjakove aveva aggredito con un oggetto contundente un connazionale, colpendolo ripetutamente fino a fargli perdere conoscenza. Un assalto per portargli via 2mila euro che la vittima teneva con sé.
Ricoverato in ospedale, l’aggredito era deceduto dopo pochi giorni a causa delle ferite provocate dal 32enne. Nokaj era sfuggito all’arresto scappando dal Kosovo. Si era stabilito a Marsiglia dove, secondo la polizia, aveva vissuto per alcuni anni diventando pure cittadino francese. Nei giorni scorsi la decisione di venire in Italia. Pisa come tour imperdibile. Era arrivato in pullman prenotando per tre notti nell’hotel dove poi è stato bloccato. La polizia, durante il controllo a campione della struttura e dal successivo sviluppo in banca data dei clienti, ha scoperto il provvedimento di cattura internazionale emesso dall’Interpol.
«Secondo la nota fornita dall’organo di cooperazione internazionale, l’uomo veniva descritto come pericoloso e potenzialmente armato» fanno sapere dalla questura. Con cautela gli agenti si sono appostati fuori dall’albergo piazzandosi davanti alle possibili vie di fuga. Hanno visto il kosovaro-francese nella hall. Era sereno. Abbigliato come un turista pronto alla tradizionale passeggiata in Piazza dei Miracoli. Progetto interrotto dall’irruzione dei poliziotti. Quando in questura gli hanno spiegato che c’era un mandato di arresto per scontare un ergastolo, il 32enne si è quasi adirato: «Non potete farmi niente, il Kosovo non è tra i Paesi aderenti a Interpol. E, comunque sono stato in Italia, a Venezia nel 2015, e nessuno mi ha contestato niente». E qui l’aggiornamento fornito dagli investigatori lo ha spiazzato. Nel 2016 l’Italia ha ratificato un accordo bilaterale con la repubblica del Kosovo per la cooperazione giudiziaria in materia di estradizione. «Al contempo il Kosovo, tramite la missione Eulex, stanziale nei Balcani dal 2008, pur non essendo aderente ad Interpol, si avvale del canale della missione per l’utilizzo del sistema di cooperazione internazionale» precisano dalla questura.
Una somma di dettagli trascurati dal ricercato internazionale che, nonostante una condanna pendente, si sentiva sicuro in Italia come se stesse ancora in Francia. L’ignoranza della legge lo ha trasformato da turista in detenuto con un ergastolo da scontare.
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