Il Tirreno

Pisa

Ladri nel cantiere accanto al palazzo della Procura

Pietro Barghigiani
A destra l’edificio in ristrutturazione, a sinistra le scale antincendio del Verdi e sullo sfondo la Procura
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A destra l’edificio in ristrutturazione, a sinistra le scale antincendio del Verdi e sullo sfondo la Procura

Pisa. Per tre volte, una anche di giorno, sono entrati nell’edificio in ristrutturazione in via Beccaria. L’impresario edile: «Pensavo di essere al sicuro, ma alla fine mi sbagliavo»

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PISA. Conta quello che si può rubare. Se poi l’obiettivo confina con il palazzo della Procura non è un problema. Si entra, si prende quello che c’è e che può essere rivenduto e si scappa. Meglio di notte. Ma va bene anche di giorno. In via Beccaria, a pochi metri dagli uffici giudiziari, il cantiere aperto da tempo per la ristrutturazione di un palazzo abbandonato da anni ha subìto almeno tre furti. E al conto vanno aggiunte le sparizioni di un paio di bici usate dagli operai per raggiungere il posto di lavoro.

Ieri mattina l’imprenditore Nicola Cataldo, titolare dell’azienda che sta portando avanti i lavori nel palazzo, si è presentato nella caserma dei carabinieri per denunciare l’ennesimo raid. Il suo zainetto, lasciato al piano terra dell’edificio venerdì mattina, è stato portato via.

Dentro c’erano carnet di assegni subito bloccati. Tra il cantiere e l’ingresso della Procura ci sono una ventina di metri. Uno degli accessi del palazzo in rifacimento dà sulla stradina stretta che porta in via Palestro.

«Il furto di venerdì è stato l’ultimo di una serie – spiega l’imprenditore –. Alcuni mesi fa sono entrati di notte e hanno rubato, in un paio di occasioni, martelli elettrici, trapani e materiale di cantiere. I furti nei cantieri ci sono sempre stati, ci mancherebbe. Sinceramente lavorando a due passi dalla Procura pensavo e speravo che i ladri si tenessero alla larga».

Di fronte al palazzo in fase di restauro c’è il teatro Verdi. Poco più in là le telecamere degli uffici giudiziari coprono l’area che va da via Carmignani alla strada che porta in via Palestro.

«Con questo sistema di sorveglianza mi auguro che il ladro di venerdì mattina possa essere stato filmato – prosegue l’impresario edile –. Per i furti del materiale da cantiere ho fatto denuncia, ma sinceramente ho perso la speranza di recuperare qualcosa».

Il rifacimento del fabbricato, su più livelli, è quasi ultimato. Le volumetrie in disuso ospiteranno appartamenti ai piani alti e fondi commerciali o per uffici al piano terra. Quasi tutto giù venduto. Un recupero che porta un decoro in una zona centralissima che di notte diventa mèta di balordi e ubriachi. È frequente trovare sulle scalinate della Procura bottiglie rotte e rigurgiti di eccessi alcolici.

«Quando ho aperto il cantiere diciamo che sotto il profilo della sicurezza fronte ladri era abbastanza sereno – conclude Cataldo –. “Figuriamoci se vengono a rubare accanto alla Procura, con tutte le telecamere che ci sono” era il ragionamento. Alla fine dei lavori posso dire di essermi sbagliato».

Intanto, le scuole continuano a essere il bacino privilegiato e facile di balordi che entrano sicuri di non trovare sistemi d’allarme. L’ultimo istituto violato è la scuola d’infanzia Perodi in via San Zeno.

L’autore o gli autori sono entrati di notte forzando la porta sul retro. Dentro hanno messo in disordine aule e segreteria e poi sono fuggiti con una cassa per il Bluetooth e un notebook. —

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