Il Tirreno

Pisa

Le sostituzioni di nomi legati al periodo regio hanno assemblato l’odonomastica di oggi

Fabio Vasarelli
Via del Borgo, oggi Borgo Stretto
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Via del Borgo, oggi Borgo Stretto

Leg(g)ende pisane: ripercorriamo alcune delle variazioni più importanti di strade e piazze avvenute a cavallo della guerra

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Odonomastica è una parola buffa e un po’ troppo tecnica: si tratta dell’insieme dei nomi delle vie e delle piazze di una città. Le strade cambiano spesso denominazione e questo a Pisa è avvenuto da sempre. Senza però andare troppo indietro e limitandoci al secolo scorso, ripercorriamo curiosamente alcune delle variazioni di nome più importanti di strade della città, avvenute spesso a cavallo della Guerra o per cause particolari. Molti nomi del Regno sono stati infatti sostituiti da nomi repubblicani o per ricordare le vittime del regime fascista. Alcuni dei pisani “diversamente giovani” che ci leggono, avranno piacere nel risentire il nome delle vie di Pisa così come erano conosciute all’inizio. Ne elencheremo dunque degli esempi significativi senza la pretesa di organicità (non ci sarebbe nemmeno spazio) e rimandando, per la conoscenza di un vero stradario storico, ad una delle pubblicazioni di Paolo Gianfaldoni: “Strade e piazze nella storia di Pisa”.

Via Benedetto Croce. Importante strada del quartiere di San Martino, anticamente adiacente alle mura urbane (prima che venissero abbattute e rimanesse integra solo la Porta San Martino). Nel primo Novecento si chiamava via Giovanni Pisano, poi fu la volta di viale Regina Margherita e con quel nome vi sorsero i licei. Dopo la guerra cambiò nome in via Curtatone e Montanara, per poi diventare via Benedetto Croce, dopo la morte del celebre filosofo nel 1952.

Lungarno Antonio Pacinotti. Uno dei quattro lungarni storici di Pisa, sede di importanti palazzi (Palazzo Agostini, Palazzo Alla Giornata, Palazzo Reale, Palazzo Vitelli, Hotel Royal Victoria…). Prima del cambio di denominazione era il lungarno Regio, sicuramente il più importante della vita sociale pisana del primo Novecento: c’erano infatti il Caffè dell’Ussero, Radio Palle di Ponte e alcuni dei più noti hotel cittadini. Alla fine della guerra, divenne lungarno Pacinotti, in onore del fisico pisano che oggi è sepolto in Camposanto.

Via Garibaldi. L’antica via Calcesana, che collegava Pisa con il suo entroterra, mantenne il nome fino al Novecento, almeno nel tratto esterno alla città, fuori la Porta Calcesana. Oggi tutto il tratto di strada da via Santa Marta fino al Cnr si chiama via Garibaldi e anche la Porta viene erroneamente chiamata Porta Garibaldi.

Via XXIV Maggio. Oggi è la spina dorsale del quartiere di Porta a Lucca e attraversando la ferrovia e il fiume Morto diventa la strada che raggiunge Pappiana (via Lenin, nel comune di San Giuliano Terme). Nei primi del Novecento invece era una tranquilla via di campagna, conosciuta come via delle Prata, per la presenza di solo campi e prati nelle vicinanze della linea ferroviaria Pisa-Lucca.

Via Cardinale Maffi. Aperta a metà Ottocento per sventramento dell’isolato tra la piazza del Duomo e la zona dei Bagni di Nerone. Il cardinale Pietro Maffi fu un personaggio importantissimo per la città, a cavallo tra Ottocento e Novecento, non solo per le opere pastorali, ma anche per il contributo culturale e scientifico. In origine la strada si chiamava via Pietro Torelli.

Via Buonarroti. Oggi conosciuta per la presenza di studenti che frequentano il polo universitario ex Marzotto, era anticamente conosciuta come via degli Orafi e successivamente, con la fabbrica tessile in funzione, univa via San Zeno col piazzale Marzotto (attuale Largo Pontecorvo) col nome di via di Vestea.

Corso Italia. Una delle più conosciute dorsali di Pisa, sede di negozi e uffici, anticamente conosciuta come carraia San Gilio, e raggiungeva le mura in prossimità della Porta San Gilio, oggi tornata parzialmente alla luce per via dei lavori al parcheggio sotterraneo. Per tutte le generazioni pisane del primo Novecento era via Vittorio Emanuele, o più semplicemente via Vittorio.

Lungarno Buozzi. È il lungarno che a Tramontana unisce il Ponte della Fortezza al Ponte della Vittoria. Una strada elegante e ariosa che portava un tempo al teatro Politeama e alle Piagge. Era anche percorsa dal tram. Il suo nome, prima della Guerra era lungarno Umberto Primo.

Via Ugo Rindi. Altra strada importante per la viabilità nord di Pisa, intitolata ad un martire antifascista, costeggiava il canale del Marmigliaio prima che quest’ultimo fosse tombato. Il suo nome originale era appunto via del Marmigliaio, che oggi è rimasto attribuito al tratto fra il passaggio a livello e via Pietrasantina.

Via Alessandro Volta. Insieme con l’attuale via Derna (nei pressi del Santa Chiara), era chiamata via del Museo, per la presenza del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, poi trasferito alla Certosa .

Via Volturno. Strada che collega lungarno Ranieri Simonelli ai Vecchi Macelli, è famosa per aver dato i natali al grandissimo baritono pisano Titta Ruffo (1877-1953). Nell’Ottocento, prima dell’attuale nome, si chiamava via Carraia. —


 

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