Il Gioco del Mulino va al Pontegrande che batte la Gabella in poco più di un minuto
Grande partecipazione alla sfida e alla festa che ogni anno coinvolge le otto squadre calcesane protagoniste anche del corteo storico
la manifestazione
Al Gioco del Mulino si afferma il Pontegrande nella finale contro La Gabella.1'08 il tempo dell'ultima sfida, breve ma appassionante. In seminale La Gabella, che aveva vinto l'edizione 2018, si è sbarazzata del Castelmaggiore in 5'37" e il Pontegrande ha messo giù Nicosia in 3,20". In successione protagonisti in assoluto i mugnai che si sono misurati a colpi di farina (nelle foto di Marzi/Muzzi). Il primo combattimento Castelmaggiore (Lorenzo Tocci, Patrizio Sartini e Carlo Pontoriero ,capitano Francesco Consani)-La Pieve(Riccardo Pellinacci, Matteo Magnozzi e Simone Petracchi, cap.Lorenzo Fabbrini) dura 4' e vede prevalere la frazione dell'alta Valle Graziosa. Segue Nicosia (Manuele Bellagamba, Luca Paciaroni ,Flavio Magli, cap.Fabrizio Decrescenzo)- La Corte (Lorenzo Cavatorta, Luca Labonia e Luca Lapi, cap.Paolo Giusti). L'incontro tra La Gabella (Lorenzo Marchetti, Michele Cannone e Vincenzo Venturella , cap Alessandro Tritoli) e Montemagno (Fabrizio Del Genovese, Luca Bertini e Andrea Lenzi, cap Francesco Consani) è stato assegnato a La Gabella dopo essere stato interrotto al 2,44"per un lieve malore di un combattente. Pontegrande (Claudio Barachini, Luca Figuccia, Vincenzo Corvaia , cap Graziano Poli)-Castello (Francesco Pellinacci, David Benedetti, Davide Bozzi, cap Roberto Guiggi) in 2',05" prevale Pontegrande. Simone Soldani , spiker storico, ha scandito i momenti salienti della grande tenzone.
Una pioggerella intermittente e il vento hanno disturbato in parte la manifestazione. L'entusiasmo però non è venuto meno. Spettacolare il corteo dei figuranti con costumi tardo Cinquecento, che ha preceduto i combattimenti in Piazza Garibaldi. Il gonfalone e nell'ordine le dame Matilde Baroni,Chiara Di Lalla e Valentina Gramaglia, i trombettieri, i tamburini, gli alfieri (in primis l'alabardiere Alberto Valdrighi), i capisquadra, i consiglieri, i capitani con le bandiere, i mugnai, i delegati, i giudici e il Magistrato Daniele Cionini, sul proscenio i Vessilli Pisani. Il suono delle chiarine ha reso più magica l'atmosfera. Suggestivo il rito della benedizione delle insegne nell'area della Pieve Romanica.
Il maltempo alla vigilia ha fatto temere il peggio, perfino che il Gioco 2019 non potesse avere luogo. Nella storia è successo due volte. Ma alla fine tutto si è svolto regolarmente. Secondo la prassi consolidata c'è stata una fase eliminatoria, nel sorteggio degli accoppiamenti effettuato dai giudici di gara: otto nastri,ognuno con il colore del rione, sono stati inseriti all'interno di un contenitore e un paggio bendato ha proceduto alla sequenza dei confronti. Al termine applausi per tutti, vincitori e vinti. Il quartiere che ha trionfato ha ricevuto il trofeo raffigurante "La Fama", simbolo di Calci al Gioco del Ponte, da custodire fino alla successiva edizione del Gioco. La fama alata tiene in mano un ramoscello di ulivo, simbolo del territorio. Il pensiero va al disastroso incendio che ha creato un disastro ambientale senza precedenti sul Monte Pisano. —
Pier Luigi Ara
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
