Il Tirreno

Pisa

“Artigiani in tavola” 

Un’esplosione di Toscana con l’estro di chef Polese

Roberta Galli
Un’esplosione di Toscana con l’estro di chef Polese

Unita alla sapienza del socio Micheletti in sala e ai vini della cantina Pieve de’ Pitti rendono magica la serata dell’Osteria Micheletti per la rassegna di Cna e Il Tirreno

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PISA. Un matrimonio più che riuscito. I vini prodotti dall’azienda Pieve de’ Pitti si sono sposati con una cucina di tutto rispetto. Serata riuscita quella andata in scena, venerdì, all’Osteria Micheletti, in vicolo Rosselmini a Pisa. Un locale giovane, ma già ben avviato che ha ospitato la quinta tappa di “Artigiani in tavola”, la rassegna enogastronomia promossa da Il Tirreno e Cna di Pisa. Una conviviale dove lo chef Diego Polese, contitolare del ristorante insieme a Stefano Micheletti, ha dato estro alla sua fantasia e capacità creando un menù che ha esaltato tutte le qualità e i sapori dei vini dell’azienda di Terricciola.

Pieve de’ Pitti rappresenta uno dei fiori all’occhiello in ambito enologico, nel cuore della nostra provincia, su terreni che affondano le radici nella storia. Dove ora la famiglia Gargari Melai coltiva i suoi vigneti, gestendo anche un elegante e raffinato agriturismo, un tempo dominavano i Conti del Castello di Pava e il cui nome Pitti si lega a doppio filo alla nobile e potente famiglia fiorentina.

Vini robusti quelli prodotti da Pieve de’ Pitti che hanno saputo sprigionare tutte le loro qualità, grazie ad una cucina, tipicamente toscana, che ha fatto da cornice perfetta.

E non poteva essere altrimenti: toscani i vini, toscani i piatti. «Per la scelta delle portate, avendo a disposizione dei vini importanti e figli della nostra terra – ha spiegato lo chef Polese – abbiamo puntato su di un menù tipicamente toscano che rispecchia la linea del nostro locale». E la scelta è stata apprezzata dai molti presenti alla serata, a dimostrazione di come l’Osteria Micheletti, pur essendo aperta da pochi mesi abbia centrato in pieno il suo obiettivo, con una cucina che pesca nelle nostre tradizioni, proponendo sia a pranzo che nelle due serate di apertura, il venerdì e il sabato, specialità tipicamente regionali.

La cena si è aperta con un gustoso antipasto composto da un cestino di brisèe ripieno di trippa alla fiorentina e cialda di pecorino, servito con un eccellente vermentino “Aprilante” 2018. Ottimo anche il secondo: paccheri al ragù di cinghiale e pistacchi, bagnanti con “Appunto”, un rosso di Toscana Merlot del 2015. Le portate sono proseguite con un superbo coniglio in porchetta con caponata di olive taggiasche e cipolla macerata servito con “Scopaiolo” rosso di Toscana Syrah 2014, per concludere con una originale mattonella pisana con gazpacho di melone e menta.

Un menù che ha saputo mettere tutti d’accordo, come l’ospitalità, un vero e proprio biglietto da visita per Stefano Micheletti, l’altro padrone di casa, grande esperto di vini, nonché contitolare del ristorante, ovvero il motore della gestione della sala, che ha svolto alla perfezione il suo ruolo di direttore d’orchestra. Dove la musica, intesa come sapori e professionalità, è risuonata all’interno di un ristorante accogliente, arredato in stile moderno, ma in un contesto architettonico legato al passato. Una vera e propria “chicca” nel cuore della vecchia Pisa che vale la pena di visitare.

La conviviale si è conclusa con la consegna dei riconoscimenti ai due ristoratori, Micheletti e Polese, e al produttore Sergio Gargari, presente insieme alla moglie e alla figlia Caterina, alla presenza di Sabrina Perondi, direttrice del Consorzio Toscana Sapori Cna. –

Roberta Galli

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