Il Tirreno

Pisa

Dona un murale alle “Galilei” per cancellare i vandalismi

Carlo Venturini
Il murale realizzato dall’artista pisano Francesco Moretti
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Il murale realizzato dall’artista pisano Francesco Moretti

Pisa. L’ha realizzato l’artista pisano Francesco Moretti nell’istituto di via di Padule: «Chiunque entra in una scuola deve lasciare qualcosa di bello e onesto»

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PISA. «Si entra a scuola per lasciare qualcosa di onesto, di bello e di ispirazione». Lo dice l’artista Francesco Moretti che ha eseguito e donato un murale alle scuole “Vincenzo Galilei” di via di Padule. . La storia di quel murale vuole essere il segno di un “risveglio” socio educativo e fonte di ispirazione per gli allievi, i genitori e per il corpo docente. «Mentre mi avvicinavo alla scuola per iniziare i lavori ho visto fuori i carabinieri. Sconosciuti avevano vandalizzato tutte le aule. Questo episodio mi ha convinto ancor più che si deve entrare nelle scuole, chiunque lo faccia, per lasciare qualcosa di bello».

Moretti di “bello” – non solo nel senso estetico bensì formativo del pensiero e di stimolo culturale – ne ha già lasciato, basti pensare agli splendidi murales firmati a Tonara in Sardegna dedicati alla figura del poeta Peppino Mereu, in occasione del Festival di Arte pubblica del 2017.

Francesco per un gioco benevolo del destino, ha frequentato da studente la stessa scuola dove ora c’è la figlia undicenne.

Ma a tessere la trama di questa storia del murale dove compaiono uccelli che portano in volo libri verso un cielo che “sfonda” la parete della scuola, c’è l’insegnante di italiano Yuri Leoncini.

«Ho trovato straordinaria la dedizione dell’insegnante verso l’educare gli alunni alla lettura dei libri – dice Moretti – e così è nata l’idea di un murale che spingesse verso questa salutare, lenta e riflessiva attività lontani da nevrotici tablet e giochini elettronici». Tra l’altro l’insegnante Leoncini è anche scrittrice e merita il suo romanzo “Io come Pinocchio” edito da Marchetti.

Il murale è stato realizzato in una stanza di lettura creata dalla stessa insegnante. Moretti racconta un altro aspetto nella realizzazione del murale e dice: «Quando frequentavo io, le Galilei le sezioni arrivavano fino alla lettera G. Oggi forse alla lettera “D”. Colpa del calo demografico forse, fatto sta che molte aule rimangono tristemente vuote».

Non quella ovviamente affrescata col murale dove si legge in compagnia di uccelli e gabbiani che portano i libri idealmente fuori dalla stessa scuola, nelle case dei genitori ad esempio. Troppo spesso, la cronaca cittadina e non solo, ha riportato fatti di soprusi, e violenze fisiche e psicologiche che coinvolgono genitori, alunni, docenti. «Chiunque entri in una scuola deve lasciare un segno bello ed onesto perché la scuola appartiene a noi tutti» conclude l’artista Francesco Moretti. —

Carlo Venturini

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