Il presidio
Un incontro con esperti di Venezia per definire uso e programmazione
PISA. Ecco chi, e cosa, può passare per la nostra piccola Panama, cioè l’Incile. Secondo il regolamento di navigabilità redatto dalla Navicelli Srl, le dimensioni massime consentite per i natanti ammessi al transito sono: lunghezza 50 metri; larghezza 9 metri e pescaggio 1,70 metri. Il “padre” ingegneristico dei lavori per la riapertura è Franco Canepa, che ricorda come soltanto ieri si sia presentato un piccolo problema di fanghi che dovevano essere rimossi ed un suo tecnico ingegnere ha mollato la partita che stava giocando e si è presentato in calzoncini corti per risolvere la questione. «Abbiamo vissuto questa apertura con un senso di appartenenza e di squadra straordinario», dice Canepa, che ha progettato l’Incile con tre porte, due delle quali si aprono per consentire il livellamento delle acque dell’Arno con quelle del canale dei Navicelli secondo il principio dei vasi comunicanti.
Due giorni fa, in maniera informale, Salvatore Pisano, amministratore della Navicelli, ha incontrato l’80% degli imprenditori che gestiscono rimessaggi. «Faremo un’altra riunione a breve per arrivare al 100% e rendere tutti informati sulle regole di accesso e sui passi che faremo in futuro». Sempre Pisano annuncia una trasferta in quel di Venezia «dove incontreremo esperti della navigazione che ci aiuteranno a rendere più efficace la programmazione di utilizzo dell’Incile». Pisa, dunque, pur di ottimizzare l’Incile chiede consigli alla sua vecchia rivale sui mari, Venezia, con il lasciapassare di un altro grande avversario di Pisa, quel Cosimo I° de’ Medici che volle per primo l’Incile. –
C. V.
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