Nasce a Pisa il manifesto del marxismo del 2000
Il vicepresidente della Bolivia Linera chiude la 3 giorni dedicata al filosofo tedesco «Antirazzismo, ecologismo e egualitarismo sono il futuro di Marx e comunismo»
Marx è vivo. E se non lotta insieme a noi è solo a causa di Lenin. Perché il marxismo-leninismo ha sì portato all’esperimento del socialismo reale, ma ha snaturato l’idea comunista mettendo in secondo piano quei concetti di egualitarismo sociale, antirazzismo, ambientalismo e difesa della libertà individuale alla base del pensiero del filosofo tedesco. Sono queste le tesi “rivoluzionarie” emerse a Pisa nella tre giorni di Marx 201, dove duecento sta per i due secoli dalla nascita del filosofo (nel 1818) e uno la proiezione nel futuro del suo pensiero.
La maratona internazionale sull’autore del Capitale – organizzata da Alfonso Maurizio Iacono, docente e filosofo dell’università di Pisa, e Marcello Musto, studioso alla York University – è terminata ieri. L’atto finale è stata la relazione di uno dei politici contemporanei che non solo è comunista, ma che è il deus ex machina di una esperienza reale di comunismo post sovietico: Álvaro García Linera, vicepresidente della Bolivia e, insieme a Evo Morales, a capo della rivoluzione democratica indigenista. E il risultato finale è stato quello di tracciare una base per un manifesto del marxismo contemporaneo.
Un manifesto che parte dalla critica del leninismo e del modello sovietico. «L’insuccesso dell’Urss non mette in dubbio l’idea di un probabile destino comunista della società mondiale – sostiene Linera –. Negli ultimi 30 anni, per l’accezione comune parlare di alterativa comunista significa sostenere un sistema politico marcato dalla vergogna. Lo stesso capitalismo propugna questa interpretazione perché dalla disfatta sovietica trae la forza per continuare a sopravvivere, Ma, dopo una generazione, l’idea comunista sta rinascendo e c’è la speranza che il capitalismo sia alla fine perché non riesce a governare i conflitti e le diseguaglianze economiche e sociali. Non solo nei paesi poveri, ma anche nella ricca Europa dove le popolazioni tornano in piazza per chiedere più giustizia».
Ma qual è la via proposta dal nuovo comunismo teorizzato e applicato da Linera in Bolivia? Certamente non attraverso la collettivizzazione dei mezzi di produzione, il dirigismo politico e l’autoritarismo. Bensì attraverso un sistema politico capace di seguire il vero Marx e cercare forme di proprietà collettive non controllate dallo Stato, di difendere la centralità della libertà individuale nella sfera economica e politica, di sostenere l’antirazzismo, l’emancipazione di genere e l’ambientalismo.
Concetti distanti dal marxismo dogmatico, economicista ed eurocentrico come interpretato e studiato nel ‘900. Ma sostenuti da Linera e dai trenta studiosi provenienti da 14 paesi ed esponenti politici e sindacali che si sono alternati nelle nelle nove sessioni plenarie di Marx 200+1.
Conferenza che, del resto, aveva proprio questo obiettivo: far emergere un autore capace di esaminare le contraddizioni della società capitalista ben oltre il conflitto tra capitale e lavoro. Il tutto per far emergere la nuova lettura contemporanea di Marx. Una visione lontana dai temi classici di capitalismo, democrazia, lavoro e comunismo, ma più vicino a tematiche tremendamente moderne come nazionalismo, migrazione, ecologia, religione e genere. —
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