Italia
Messa in sicurezza e attività estrattiva Presentato il piano per l’ex cava
Dalle indagini dei tecnici il rischio crollo è considerato basso Ma saranno comunque necessari interventi di riqualificazione
Vecchiano. Prima la messa in sicurezza a fronte di un rischio crollo considerato comunque non elevato da parte dei tecnici. Poi un’attività di escavazione della pietra e una commercializzazione dei residui. Ecco cosa c’è nel futuro dell’ex Cava di San Frediano sulla base dei iani dell’Asbuc, che ne è titolare, presentanti di concerto con il Comune di Vecchiano durante l’assemblea cittadina organizzata giovedì sera.
Un incontro nel corso del quale si è parlato dei progetti dell’Abuc e, contestualmente, die contenuti dello “Studio sulla pericolosità da crollo nella ex Cava di San Frediano” realizzato dal Centro di Geotecnologie dell'Università di Siena e commissionato dal Comune.
Sulla cava, come noto, esiste un contenzioso legale tra Comune e Comitato degli Usi Civici. «Mi preme ricordare che l'organizzazione dell'incontro di giovedì - spiega il sindaco, Massimiliano Angori - è stata possibile grazie al clima di dialogo ristabilitosi tra le due parti in causa dopo la stipula dell'accordo, siglato nella giornata del 29 aprile scorso dal nostro ente con l'Asbuc di Vecchiano. Un accordo che prevede la corresponsione alla controparte di un acconto del 10% sulla cifra che il nostro Comune era stato condannato a pagare con sentenza esecutiva, accordo che si è reso necessario per bloccare il pignoramento che era stato notificato al Comune di Vecchiano nel mese di marzo e che avrebbe, di fatto, bloccato la liquidità per le casse comunali e dunque l'intera capacità di azione del Comune».
«Abbiamo potuto affrontare anche la tematica relativa al recupero ambientale della ex Cava di San Frediano - aggiunge iul sindaco - per far sì che i cittadini per la prima volta, abbiano avuto la possibilità di approfondire una discussione partecipata sull'argomento e sull'ipotesi progettuale che Asbuc aveva già presentato nel 2015. Si è appreso pubblicamente che il progetto riguarda un'azione di messa in sicurezza che prevede anche un'attività di escavazione della pietra e una commercializzazione dei residui stessi di pietra, ricavati da tali operazioni. È stato perciò opportuno illustrare durante l'incontro anche lo “Studio sulla pericolosità da crollo nella ex Cava di San Frediano” realizzato dal Centro di Geotecnologie dell'Università di Siena e commissionato dal nostro Comune al fine di acquisire l'analisi della sicurezza dei fronti di cava, ivi compresa anche proprio l'ipotesi progettuale di Asbuc per verificarne la reale fattibilità, nell'interesse collettivo della cittadinanza e ai fini della tutela di coloro che vivono in quella zona di territorio. Lo studio suddetto ha fatto emergere, come sottolineato dal Professor Salvini nel suo intervento, che l'area della ex cava di San Frediano, ad oggi, rappresenta nel suo insieme un'area a basso rischio di pericolo, e nello studio si sottolinea l'importanza di effettuare ulteriori approfondimenti tecnici per la fattibilità di quanto proposto nell'ipotesi progettuale di Asbuc, anche in considerazione del fatto che la disposizione di attività aperta al pubblico nei piazzali ex cava necessita di un annullamento di fatto della pericolosità dell'area, tale da abbattere il rischio di andare ad agire proprio all'interno della ex cava. E per far questo, si rendono comunque necessari, in via prioritaria interventi di ripristino e riqualificazione, oltre ad interventi tecnici aggiuntivi, da intendersi come propedeutici a qualsiasi altro tipo di azione all'interno della ex cava stessa». —
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