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Pisa

la protesta 

Contraccezione gratuita “Non una di meno” in corteo

Contraccezione gratuita “Non una di meno” in corteo

Il movimento pisano sarà a Firenze il 14 maggio contro l’accordo firmato dalla Regione con le realtà del Forum delle Famiglie

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PISA. Anche il comitato pisano del movimento “Non una di meno” sarà in piazza martedì 14 maggio (partendo alle 16.30 da via Cavour a Firenze) per far sentire la propria voce al consiglio regionale. Al centro della protesta la scelta della Regione Toscana di siglare un accordo con i movimenti pro-vita, raccolti nel Forum delle Famiglie, garantendo loro un finanziamento di 195mila euro ogni tre anni ed un canale di ingresso nei consultori pubblici. Un accordo che, secondo il movimento, favorirebbe l’intervento di tali gruppi in materia di accompagnamento delle donne alla maternità, mediazione familiare e prevenzione all’aborto. E nello stesso tempo toglierebbe linfa ai servizi pubblici del consultorio stesso.

Ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa alla presenza di diverse attiviste e della loro portavoce Martina Mocci, il “Non una di meno” pisano ha espresso la propria contrarietà all’accordo. Il movimento ha inoltre puntato il dito sulla recente delibera, firmata dal presidente Rossi e dall’assessora alla sanità Saccardi, che avrebbe garantito la contraccezione gratuita a tutti e tutte gli under 26. «Un’iniziativa, quest’ultima - dice Martina Mocci - che per noi rappresenta un vero e proprio specchietto elettorale per le allodole e che nasconde invece l’assenza di finanziamenti per garantire il servizio e la non applicazione in gran parte del territorio».

Il movimento, nello scendere in piazza il 14 maggio, ribadisce inoltre la necessità di trovare fondi anche «per la riqualificazione dei consultori pubblici attraverso l’assunzione di personale stabile con differenti competenze e professionalità». In quanto, sottolinea il movimento pisano, «vogliamo che nei consultori sia possibile somministrare ambulatorialmente la RU486, oltre ad una sanità pubblica e che tutti i presidi di salute siano finanziati ed abbiamo come fine quello di garantire la libertà di scelta delle donne sul proprio corpo, sulle possibilità riproduttive ed in generale sulle loro vite». Il movimento rimarrà in agitazione permanente fino a quando tale accordo non sarà ritirato. —

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