Il presidio
«Pisa nel futuro con un nuovo piano strutturale e della mobilità»
Michele Conti: misure per ripopolare i quartieri storici, Pisanova secondo centro cittadino, rilancio del Cep
«È necessario agire su due fronti principali. Quello della visione urbanistica (non solo della città, ma anche dell’area) e ripensare la mobilità urbana ed extraurbana. Sul primo fronte stiamo lavorando con il professor Dringoli per dotare Pisa di un nuovo piano strutturale e un nuovo regolamento urbanistico. La città ne ha bisogno dopo anni di politiche sbagliate che hanno svuotato il centro e relegato le periferie a zone dormitorio senza adeguati servizi». Nella redazione pisana de Il Tirreno, il sindaco Michele Conti fa gli auguri di Pasqua a tutti i cittadini ed apre gli orizzonti del suo mandato: ecco la Pisa che ha in mente per i prossimi decenni. L’assenza di una visione di lungo periodo finora era stata una delle principali critiche che gli venivano rivolte.
Sindaco, partiamo dalla sua visione della città...
«Utilizzo alcuni numeri. Il comune di Pisa ha ora una popolazione di 92.139 abitanti. Ma il dato dei residente da solo non è sufficiente a comprendere le dinamiche di una società in movimento. Ogni giorno entrano in città oltre 52mila persone per motivi di studio e lavoro. Diventa dunque necessario agire su due fronti: quello della visione urbanistica e quello della mobilità».
Continuare il trend di ripresa demografica nel centro città è un suo obiettivo?
«Certamente sì. Nel centro e nelle immediate vicinanze, fermando le “fughe” nell’hinterland. La diminuzione dei prezzi medi delle case in città sta aiutando».
Ma come pensa di intervenire per favorire il “ripopolamento” cittadino?
«Ci sono volumi vuoti dappertutto. Sono tanti gli edifici di enti pubblici e privati che devono essere rigenerati. Mi riferisco in particolare all’Università, al suo piano di espansione oltre i confini comunali. Faccio l’esempio del Dipartimento di Chimica, spostato laddove quasi nemmeno arriva il trasporto pubblico. È l’ora di farla finita: se vuoi andare fuori con nuove strutture, dimmi cosa vuoi farne di quelle vecchie. L’elenco continua con le caserme dismesse e l’ex Paradisa a Pisanova. Rigeneriamo, stop allo spreco di volumi».
Quali i pilastri della sua Pisa del futuro?
«La chiusura delle questioni urbanistiche aperte a Pisanova. La riqualificazione di Ospedaletto partendo dallo sgombero del campo rom. Sistemare un quartiere popolare importante come il Cep. Un’attenzione particolare al litorale, dove gli stabilimenti balneari, grazie alla Lega, non sono più appesi alle incertezze della Bolkestein».
E come si collega meglio la città del futuro?
«Con la busvia stazione-Cisanello, anzitutto. E con una busvia per il litorale. Se le elezioni europee andranno nella direzione che auspico, Pisa potrà ottenere indubbi vantaggi. E finanziamenti decisivi per queste opere. Altro che il People Mover voluto dal Pd».
Una città vivibile è anche una città sicura: che bilancio fa dei suoi primi interventi?
«Da maggio entreranno in servizio i 23 nuovi agenti della polizia municipale, con rafforzamento della presenza sul litorale. Piazza delle Vettovaglie e la zona della stazione restano aree problematiche».
Ma pensa davvero di poter risolvere tutto con le sole forze comunali?
«Io faccio la mia parte, anche se le leggi non aiutano. E continuerò a fare pressione in sede di comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza».
A proposito di ordine pubblico, la stanno contestando per l’idea di chiudere i minimarket alle 21...
«Un indirizzo politico che confermo. Voglio una città merceologicamente modificata in meglio. E basta con la vendita di alcol in tutti gli angoli».
Una Pisa più vivibile è anche una Pisa più bella e pulita...
«Guardo alla città del futuro, ma cerchiamo di sistemare quella di oggi. La cura del verde è un passo importante. Abbiamo avviato una grande opera di rifioritura: già finite Marina, piazza della Stazione, piazza Mazzini, quasi piazza D’Ancona. A breve tutto il resto. Entro giugno saranno chiuse le gare d’appalto per rotatorie, piazze ed arredi finanziate con i 20 milioni di euro sbloccati dal governo. Entro l’autunno il via a tutti i cantieri».
Ma Pisa, fuori dai suoi confini, come intende rapportarsi con gli altri Comuni dell’area pisana?
«Parallelamente portiamo avanti il piano strutturale di area. Ne parleremo dopo le elezioni amministrative che vedono coinvolta la maggior parte dei comuni limitrofi». —
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