Lo stop alle 21 sarà nel nuovo regolamento del commercio
La mozione approvata dal consiglio comunale esprime l’indirizzo politico voluto dall’amministrazione ma serve un atto specifico
PISA. Polemiche, e non poteva essere altrimenti, dopo la mozione approvata dal consiglio comunale a Pisa che prevede di chiudere alle 21 «gli esercizi di vicinato del settore alimentare o misto, delle attività di produzione e vendite artigianali di prodotti di alimentari non tipici del nostro territorio» invitando l’amministrazione comunale «a redigere un apposito regolamento nel quale sono presenti i presupposti indicati». In pratica, lotta ai minimarket che, nella visione soprattutto leghista, richiamano i fenomeni della cosiddetta malamovida.
A parlare di «ennesimo atto razzista e discriminatorio di questa giunta egemonizzata dalla Lega» è l’associazione “Cittàperta”, nata dall’esperienza della lista civica “Con Danti per Pisa” e presieduta da Ivan Acerbi.
Sulla vicenda è intervenuta anche la consigliera comunale del Pd, Olivia Picchi. «In una città che vuol fare del turismo la sua forza mi domando come la restrizione dell’offerta enogastronomica si coniughi con tutto questo», ha scritto, tra l’altro, in una nota chiedendo infine all’assessore al commercio di «venire a confrontarsi in commissione consiliare. Non è accettabile che la propaganda e il pressappochismo siano pagati dai nostri cittadini: esercenti e fruitori».
La mozione anti-minimarket e malamovida contiene di fatto l’indirizzo politico dell’amministrazione comunale. Perché possa diventare operativa deve essere varato un apposito regolamento.
L’ipotesi più probabile è che sia concretizzato in un passaggio del nuovo regolamento del commercio ancora in fase di elaborazione. —
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