Il Tirreno

Pisa

Cittàperta: «atto razzista» 

Minoranze contro la mozione per chiudere i minimarket alle 21

2 MINUTI DI LETTURA





pisa. Il consiglio comunale approva la mozione promossa da Lega, Fratelli d’Italia, Gruppo misto e Patto Civico, per la chiusura alle 21 degli esercizi di vicinato. E a sinistra è polemica.

Ivan Acerbi, presidente dell’associazione politico-culturale Cittàperta, afferma: «Oltre a non esserci nessun presupposto in termini di legge, non c'è nemmeno l'urgenza che viene richiesta per la stesura di nuove norme, definitive o provvisorie, che comunque devono andare a costituire un eventuale nuovo Regolamento comunale in materia E non c'è nemmeno un distinguo vero e riconosciuto tra i prodotti cosiddetti "tipici” e non. Evidentemente è impossibile farla questa distinzione. Riteniamo l’approvazione della mozione, l'ennesimo atto razzista e discriminatorio di questa giunta comunale egemonizzata dalla Lega».

La consigliera Pd, Olivia Picchi «sottolinea il pregiudizio verso un’attività che in realtà offre la possibilità ai cittadini di usufruire di un servizio anche in orario notturno, e che tutto questo con la malamovida c’entra poco o nulla. Il punto è che la mozione è stata cambiata e al di là delle intenzioni l’italiano ha un peso specifico soprattutto negli atti pubblici».

Nel dispositivo si legge: «Impegna il sindaco e la giunta a mettere in campo tutte le azioni necessarie per attuare una limitazione delle aperture serali delle attività e inquadrare le 21 come orario di chiusura degli esercizi di vicinato del settore alimentare o misto, delle attività di produzione e vendita artigianali di prodotti di alimentari non tipici del nostro territorio pronti per il consumo immediato e di erogazione di alimenti e bevande e di effettuare controlli ciclici».

Picchi aggiunge che «io per prima, appena depositata la mozione, ho denunciato l'assurdità della definizione di prodotto tipico. Ma scherzi e battute a parte questa mozione significa alcune cose precise: se vai al cinema ed esci alle 22 la piadineria sarà chiusa; se sei un imprenditore pisano e vendi prodotti pugliesi o sardi devi chiudere alle 21, se invece sei un cittadino pisano e vendi la "torta co' bischeri" puoi stare aperto tutta la notte. Ecco allora che la discriminazione non è solo verso quelle attività che si presume essere gestite da stranieri ma lo è prima di tutti verso la categoria "imprenditori». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera