Italia
Padre Agostino da Montefeltro verso la causa di beatificazione
L’annuncio di monsignor Benotto nel 98° anniversario della morte del frate Fondò l’orfanotrofio e la congregazione delle Figlie di Nazareth
Pisa. Anche Marina di Pisa potrebbe avere il suo santo: Padre Agostino da Montefeltro. L’arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto, durante la messa di commemorazione per il 98° anniversario della morte del religioso, ha dichiarato che si stanno muovendo i primi passi per una eventuale apertura di una causa di Beatificazione.
Padre Agostino da Montefeltro è morto il 5 aprile del 1921 proprio a Marina, nell’istituto Padre Agostino che lui stesso fece costruire per le orfanelle nel 1893 ed è gestito dalla congregazione delle Figlie di Nazareth che il religioso fondò nello stesso anno. Da Marina Padre Agostino non se n’è mai andato. Le sue spoglie riposano nella chiesa di Santa Maria Assunta costruita insieme all’istituto per le orfanelle. La stessa chiesa dove una settimana fa, davanti a una folla di fedeli che arrivava fino sul sagrato, è stata ricordata la sua vita e la sua morte.
«La devozione nei confronti di Padre Agostino da parte della gente non si è mai spenta – commenta la madre generale delle Figlie di Nazareth suor Brigitte Kinkaranthara –. Durante la seconda guerra mondiale le sue spoglie furono trasferite a Niccosia per paura che venissero danneggiate dai bombardamenti e fecero ritorno nella chiesa di Santa Maria Assunta solo a guerra finita e con una processione a cui parteciparono in tanti».
Padre Agostino era un frate francescano, prese i voti a soli 22 anni e si dedicò completamente all’apostolato della predicazione secondo lo spirito francescano. Ben presto la sua fama di predicatore si diffuse e i principali pulpiti facevano a gara per averlo: Perugia, Bologna, Torino, Pisa, Milano, Roma. Ma il frate era conosciuto persino all’estero sia per la sua opera sia per le sue arti oratorie. Le sue raccolte di prediche sono state edite più volte e tradotte in varie lingue. Ma la più bella pagina della storia di Padre Agostino, è senza dubbio quella del suo grande cuore, come ha sottolineato anche l’arcivescovo Benotto durante l’omelia.
«Nel 1879, – racconta suor Judit che fa parte del gruppo di studiosi che sta ricercando i documenti per l’eventuale apertura della causa di beatificazione del frate – mentre era in predicazione a Viareggio, Padre Agostino venne a sapere di una donna povera rimasta vedova da poco e madre di tre figli e decise di aiutarla. Sistemò la donna in un ospedale, il figlio più grande in un istituto e le due bambine dalle suore. Da lì in poi, cominciò ad affidare le orfanelle alle suore e a delle nobildonne e in seguito decise di aprire una casa per ospitare queste fanciulle».
«Così, – continua suor Judit –, nel 1887 a Firenze, venne organizzata una fiera di beneficenza per la quaresima dove vennero raccolte 15mila lire con cui Padre Agostino aprì un orfanotrofio a Pisa dato che lui risiedeva a Niccosia. In seguito, costruì la casa delle orfanelle a Marina dove si trasferì definitivamente. Ci sono testimonianze in cui alcuni affermano di aver ricevuto delle grazie rivolgendo le loro preghiere a Padre Agostino, ma ancora non sono state appurate scientificamente».
Le Figlie di Nazareth hanno ventidue case in tutta Italia di cui otto a Pisa e sono presenti in: India, Albania, Ghana e Filippine». A lui non si devono solo l’opera caritativa e sociale della “Casa Povere orfane” e la chiesa a Marina di Pisa, ma anche l’istituzione delle scuole popolari di Pisa nel 1887 e il dormitorio pubblico per i senza-tetto ai quali non fece mai mancare un letto, una minestra calda e la biancheria.
Donatella Lascar
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