Il Tirreno

Pisa

cassazione 

Carte di credito clonate annullata la condanna

P.B.

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pisa. Annullata la condanna della Corte d’Appello per un ex studente di ingegneria informatica di 35 anni che in primo grado aveva preso 3 anni e 4 mesi e in appello la stessa pena con l’aggiunta di 1800 euro di multa.

La Cassazione ha accolto il ricorso dell’avvocato Vanessa Luperi secondo il principio che non ci può essere reformatio in pejus in assenza di ricorso della Procura. In pratica Lello Atene, originario di Cosenza, in appello aveva preso una pena più alta di quello inflitta in primo grado senza che la Procura avesse fatto ricorso. Ora la Suprema Corte dispone un nuovo giudizio che in caso di condanna non potrà superare i 3 anni e 4 mesi.

Per l’accusa Atene, pisano d’adozione, nel 2011 si mise in testa, riuscendo a collezionare un gruzzolo da decine di migliaia di euro, di utilizzare le sue qualità per fare incursioni nei conti altrui e clonare carte di credito. A quel punto era come essersi procurato le munizioni per le sue incursioni negli acquisti a carico di chi veniva alleggerito a sua insaputa. Le accuse vanno dalla frode informatica all’accesso abusivo a un sistema informatico, dalla sostituzione di persona alla detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici. Reati che sarebbero stati commessi dall’imputato per impadronirsi di codici personali e avere la “materia prima” con cui clonare o alterare attraverso gli skimmer le tessere magnetiche per fare shopping attingendo dalle tasche dei truffati. —

P.B.



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