Il Tirreno

Pisa

Invalida dopo un intervento l’Aoup paga 840mila euro

P.B.
Invalida dopo un intervento l’Aoup paga 840mila euro

danni in sanità: un’altra paziente riceve 190mila euro 

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Oltre un milione di euro da pagare a chi chiede i danni per evitare cause civili dall’esito incerto. E, soprattutto, il saldo mette al riparo dal rischio di dover sborsare molto di più con gli interessi dopo anni di processi.

L’Azienda ospedaliera ha chiuso due transazioni per chiudere altrettanti contenziosi che non arriveranno mai in Tribunale.

Il primo caso prevede il pagamento di 840mila euro a favore della paziente colpita da un’invalidità permanente dopo un intervento in ospedale.

L’Aoup, nel ricorrere alla transazione, sottolinea di non ammettere alcuna responsabilità. Chiude la querelle ed evita la causa civile.

Non è solo la donna a cui è stata stravolta la vita a beneficiare dei bonifici che arriveranno nel giro di un paio di mesi.

C’è anche il marito, il figlio minore e altri familiari per un totale di cinque posizioni che percepiranno da un massimo di 319mila a un minimo di 26mila euro.

La seconda transazione riguarda una pensionata di 72 anni che nell’ottobre 2014 a Cisanello rimase vittima di lesioni durante l’attività ospedaliera affrontata nel policlinico pisano.

Dopo essere ricorsa al Tribunale per i diritti del malato per denunciare quella che, a suo dire, era stata una negligenza di rilievo da parte dei sanitari ed essersi affidata a una legale, la paziente nei giorni scorsi ha definito la pendenza con l’Aoup sulla base di un bonifico pari a 190mila euro.

In entrambi i casi la valutazione delle storie cliniche è passata dal comitato gestione sinistri che ha suggerito la transazione per anticipare e chiudere le possibili cause in Tribunale senza ulteriori lungaggini e costi per l’Azienda ospedaliera pisana. —

P.B.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino