Cinquanta anni di ricerca per migliorare la qualità della vita
È il traguardo raggiunto dall’Istituto di Fisiologia clinica del Cnr “pioniere” della medicina traslazionale
pisa. «Mettere medici a lavorare fianco a fianco con fisici, chimici, informatici il tutto per migliorare la salute del paziente, sembrava un’eresia». La riflessione è di Giorgio Iervasi, direttore di Fisiologia clinica al Cnr (Ifc-Cnr) durante i festeggiamenti per i 50 anni dell’Istituto. Quell’eresia, come la chiama lui, datata 1969, si cinge di ben 330 pubblicazioni scientifiche all’anno e di oltre 500 pubblicazioni su riviste di divulgazione scientifica prodotte dagli oltre 300 tra ricercatori e tecnologi. «Una forza della natura» come la definisce il presidente del Cnr, Massimo Inguscio. E non può dire diversamente visto che allo Ifc-Cnr il mondo deve la progettazione del primo pacemaker sincrono che fu realizzato da Luigi Donato, fondatore della stessa Fisiologia clinica e da Franco Denoth che era un fisico divenuto poi direttore dello Iit-Cnr. Ecco dunque l’interdisciplinarietà applicata da pionieri al paziente. Il palmarès di Ifc non si ferma qui. Nel 1985 viene inaugurata la prima installazione italiana (e terza europea) di un tomografo a emissione di positroni, unico in Europa col supporto di un laboratorio interno per la produzione di radiofarmaci. Sul finire degli anni ‘70 i ricercatori inventano il “cardiobip” indossabile e collegabile al telefono per la trasmissione di informazioni cardiache. Negli anni ‘90, Ifc introduce in Italia le nuove tecniche angiografiche e ventricolografiche. Nel 1998 viene installata la prima Radiologia Digitale, mentre nel 2000 si dota di un laboratorio di risonanza magnetica. Negli stessi anni realizza il primo sistema integrato di gestione del paziente ospedalizzato, capace di condividere immagini, dati di laboratorio e sistemi di refertazione. È la nascita della cartella clinica elettronica.
«Fisiologia è la dimostrazione che la ricerca deve essere fatta con il mondo clinico che vive e lavora negli stessi ambienti e con le stesse ultime finalità - dice Inguscio -. Questo modello che unisce la Fisiologia clinica con la Fondazione Gabriele Monasterio, è splendido ed il Cnr sta lavorando per duplicare questo esempio in altre sedi». Iervasi ha aggiunto: «Abbiamo allargato i confini della nostra missione in quelle direzioni che contribuiscono ad attuare tutte quelle azioni e misure preventive che assicurino una buona qualità della vita e, quanto più possibile, una buona salute, attraverso una concezione traslazionale della medicina». — C.V.
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