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Incarichi incompatibili segnalazione all’Anticorruzione
È stata firmata dai sindaci di Pisa, Cascina e Massa Riguarda i presidenti di Sea (Miracolo) e Geofor (Fortini)
PISA Incompatibilità degli incarichi. È questo il punto su cui tre sindaci hanno chiamato in causa l’Autorità Nazionale Anticorruzione. La segnalazione «di presunta violazione» di due articoli di legge è firmata dai primi cittadini Michele Conti (Pisa), Susanna Ceccardi (Cascina) e Francesco Persiani (Massa). Le posizioni che chiedono all’Anac di verificare sono quelle di Fabrizio Miracolo, presidente del consiglio di amministrazione e amministratore delegato di Sea; e di Daniele Fortini, presidente di Geofor e presidente di Retiambiente Spa.
È proprio intorno a Retiambiente Spa che si sta sviluppando un’autentica battaglia politica. Di pochi giorni fa l’attacco che Conti: «Un cda politicamente illegittimo non può cambiare lo statuto e procedere per strappi istituzionali. Da dove nasce tutta questa solerzia - si domanda Conti -? Nasce dalla volontà ostinata della maggioranza di centrosinistra di far votare a dei consigli comunali in scadenza di mandato qualcosa che da anni è in discussione e per cui non si vede la ragione di non attendere l’esito delle elezioni di fine maggio e lasciar deliberare i nuovi consigli» .
Retiambiente è una società a capitale interamente pubblico costituita nel 2011 e partecipata da oltre cento comuni delle province di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara. Il suo obiettivo principale è arrivare all’individuazione di un soggetto unico a cui affidare il servizio di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati nell’ambito dell’Ato Costa. «Nell’assemblea di fine dicembre abbiamo chiesto all’Ato - ha dichiarato l’assessore all’ambiente Filippo Bedini - di presentare un piano straordinario sulla base del quale RetiAmbiente avrebbe dovuto presentare un piano industriale. Questo è un passaggio ineludibile per avallare il cambio di assetto da misto a pubblico con qualcosa di concreto che possa garantire, da un lato la sostenibilità economica del passaggio e dall’altro il fatto che i comuni, anche nel nuovo soggetto, possano continuare a esercitare l’indispensabile controllo analogo».
È in questo contesto che emerge la segnalazione all’Anac dei tre sindaci presentata il 9 febbraio scorso. «A coloro che siano stati presidenti o amministratore delegato di enti di diritto privato in controllo pubblico da parte di province, comuni e loro forme associative della stessa regione non possono essere conferiti gli incarichi di amministratore di ente di diritto privato in controllo pubblico da parte di una provincia, di un comune con popolazione superiore a 15.000 abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione». Su questa norma è basata la segnalazione relativa agli incarichi di Miracolo e Fortini sottoscritta dai tre sindaci. Riguardo a Miracolo la comunicazione ad Anac fa anche un altro riferimento: «Nelle società di cui amministrazioni pubbliche detengono il controllo indiretto non è consentito nominare, nei consiglio di amministrazione o di gestione, amministratori della società controllante». Mentre di Fortini si aggiunge che «in data 10.01.2019 viene nominato con decreto del Presidente della Regione Lazio, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Lazio Ambiente Spa, società di gestione dei rifiuti della Regione Lazio», dopo essere già stato consulente del Presidente della Regione Lazio in materia di rifiuti, presentando poi le dimissioni.
«Alla luce di quanto esposto - conclude la segnalazione all’Anac - si chiede che questo ente voglia assumere gli opportuni provvedimenti di competenza nei confronti dell’avv. Fabrizio Miracolo, del sig. Daniele Fortini e di tutti i componenti del cda di Retiambiente Spa e di chiunque abbia consentito ed effettuato le suddette nomine in violazione di legge».
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