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L’appello del rettore: «Costruire alternative al birrificio dilagante»
pisa. «Diamo un'alternativa culturale ai giovani invece di trasformare il centro cittadino in un enorme birrificio».
A dirlo è il rettore Paolo Mancarella a margine del convegno della Cna dal titolo "Uno sguardo al futuro".
«Il fenomeno della malamovida coinvolge tutti noi – spiega – . Nessuno ha mai pensato di governarlo e arginarlo. E quindi il fenomeno è uscito totalmente fuori dalle regole. Nessuno, ripeto nessuno, se ne è occupato veramente».
Secondo il rettore «Pisa sembra che non abbia di meglio da offrire ai suoi giovani che una serie infinita di bar e pub dove bere. Eppure ci sarebbero le alternative, alternative da costruire tutti assieme visto che tutti siamo coinvolti: l'università, il Comune, le associazioni di categoria e quelle culturali».
Mancarella ha una visione "colta" della vita notturna e dice: «Eventi come Bright, o l'Internet Festival o i concerti di qualità in Piazza dei Cavalieri hanno dimostrato che un'alternativa al chiasso, al rumore, al caos notturno è possibile e perseguibile». Per il numero uno dell’ateneo pisano l'alternativa sta nel prevedere un calendario, un ventaglio di eventi culturali di qualità organizzati da una rete di soggetti vari e selezionati. Nessuno dunque vuol mettere il silenziatore alla vita notturna bensì si tratta di dare una svolta culturale al centro storico appetibile agli studenti ma compatibile col diritto alla salute dei residenti e in rispetto col decoro di una città d'arte.
«Ci vogliono anche altri spazi o più spazi - continua Mancarella - dove si espliciti una sano intrattenimento». La malamovida è spesso foraggiata dall'abusivismo della somministrazione alcolica. Su ciò interviene il sindaco Michele Conti e dice: «Ma che Paese è l'Italia? Se io chiudo un minimarket perché frequentato da spacciatori, se chiudo un bar perché somministrano alcolici a tutte le ore ed è pieno di ubriachi, l'autorità giudiziaria dopo un po' li riapre perché vincono un ricorso. Arriverò allora a revocare le licenze e questo vale per i minimarket e per i bar e pub che violano le regole». Una posizione sarà particolarmente gradita ai comitati dei cittadini residenti. —
Carlo Venturini
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